
Una giornata come tante, Mary Blindflowers©
Mary Blindflowers©
Una giornata come tante
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Il signor ‘A ‘Ohe Kanaca cammina. Sembra una giornata come tante. Non c’è infatti un minimo soffio di vento, il cielo è terso, gli uccelli aprono i becchi per cantare ma non emettono suoni di nessun tipo, il tempo sembra essersi fermato, come sempre ormai da parecchi anni.
Kanaca inizia a fischiettare un motivetto alla moda che non sente nessuno e si sente felice. Prima di uscire infatti ha composto due poesie senza scrivere nulla e senza nemmeno chiedersi se alla sua età di ben anni 62 e mezzo quasi 63, possa definirsi un imbecille, un esaurito oppure un poeta del vuoto cosmico.
Che importa poi cosa si è? Non è forse importante far ciò che si vuole nella misura in cui veramente lo si vuole perché lo si vuole? Così, contento come un bimbo, il signor Kanaca, fa perfino dei piccoli saltelli senza saltellare per l’incontenibile gioia di esser vivo. Ma poi incontra il giornalista Pira dei Peri e il suo volto perde un poco dell’innocenza originaria, il suo sorriso si oscura.
Che combinazione, pensa il signor Kanaca, tra tanti che potevo incontrare qui nella mia passeggiata in città, proprio Pira dei Peri, dovevo vedermi davanti.
“Buongiorno”, dice il giornalista.
“Buongiorno”.
“Cosa combini di bello?”
“Nulla, come sempre”.
“Ma come nulla, non scrivi più?”
“Sì, come un imbecille scrivo senza scrivere”.
“Perché dici questo?”
“No, niente, era così per dire”.
“Lo sai che ora faccio una nuova antologia?”
“L’ho sentito in giro”.
“Vuoi partecipare?”
“Veramente non ho niente da presentare”.
“Ma se mi hai appena detto che scrivi ancora! Le tue poesie sono bellissime, meritano di stare nella mia antologia”.
“Immagino di sì”.
“E allora perché non partecipi?”
“Perché mi sono stancato delle antologie sfigatelli dove metti quelli che il tuo giornale non ti consente di recensire, perché sei troppo impegnato a recensire libri che non hai letto segnalati dal direttore”. Kanaca dice questo tutto d’un fiato, senza fare pause.
Silenzio tombale.
Il signor Kanaca si allontana da chi oscura il suo sorriso e rende i suoi occhi tristi, quindi continua a camminare lasciando il grande giornalista Pira dei Peri al suo destino muto.
Cammina cammina cammina, Kanaka arriva nei pressi dell’Università di Vattelacerca e vede da lontano il grande ricercatore di belle lettere, Dottor Stitico che corre da nessuna parte in particolare e nemmeno in generale e nella corsa frenetica perde dei fogli, uno dei quali va a finire sui piedi di Kanaca che legge e dopo lo porge al ricercatore trafelato.
“Interessante”, chiede Kanaca, “il suo punto di vista”.
“Ci tengo a precisare”, lo interrompe saccentemente il Dottor Stitico, “che trattasi di teoria del Professor Cespo de Cespi illustrissimo, non mia, a sua volta il Professor Cespo de Cespi l’ha attinta dal Professor Crumiro de crumiri che l’ha attinta dal Professor Servi che l’ha attinta dal Professor Inchino che l’ha presa non in quel posto, non sia mai, ma dal Professor Tacchi e Suole che…”
“Sì, va bene, credo di aver capito il circoletto”, risponde Kanaca. “Tuttavia dall’articolo che parla delle analogie tra certa opera pirandelliana e quella di un autore tedesco, posso trarre una mia considerazione sul fatto che emerga comunque un motivo costante quando si tratta di “scrittori laureati”: la loro fondamentale intoccabilità, l’omissione su certi aspetti non proprio edificanti della loro carriera che, sostenuta dalle Accademie, non può essere intaccata con l’approfondimento su temi che getterebbero qualche ombra sull’eroe del momento. Un intoccabile diventa sacrificabile soltanto nel momento in cui si oppone al potere. Allora diventa inutile, se non molesto e pericoloso, e lo si riduce al silenzio. Esempi del passato e della contemporaneità non mancano in tal senso, non è vero?”
Il professor Stitico si paralizza. Silenzio totale.
Kanaca alza le spalle e se ne va pensando a quanto sia veramente normale e come tante quella giornata… (continua)…
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DESTRUTTURALISMO Punti salienti
Giorgio Infantino
continua … meno male …