
Mary Blindflowers
Hyde, Dracula, tipi diversi
La prima edizione di Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde) di Robert Louis Stevenson uscì il 5 gennaio 1886 a Londra. Venne pubblicata dall’editore Longmans, Green & Co. La tiratura iniziale era di circa 3.000 copie. La prima edizione britannica aveva una copertina in tela color crema. Nello stesso anno venne data alle stampe anche l’edizione americana, pubblicata da Charles Scribner’s Sons a New York.
Il romanzo ha uno stile asciutto. Le descrizioni sono essenziali: inquadrano immediatamente l’ambiente senza concessioni al lirismo e all’introspezione. I personaggi, pur perfettamente distinguibili, non hanno una vera profondità psicologica; sono piuttosto funzionali alla trama misteriosa e abbastanza statici, come pedine di un gioco che l’autore si diverte a muovere a seconda delle esigenze della vicenda narrata. Utterson rappresenta la razionalità borghese. Ha il tipico sguardo razionale e rispettabile della società vittoriana. Hyde è la violenza e il desiderio represso, l’istinto ferino nascosto in ogni uomo, mentre Jekyll, il suo alter ego, è il cittadino rispettabile che osserva le leggi della società. Hyde incarna l’idea stereotipata secondo cui la cattiveria comporti anche un certo grado di deformità. Ha il corpo più piccolo e un aspetto sgraziato. Dà a chi lo vede un’impressione animalesca che riflette la sua energia istintiva. È la personificazione del male puro. Nel romanzo i personaggi spesso non riescono nemmeno a descriverlo con precisione, ma percepiscono immediatamente in lui qualcosa di repellente.
Se confrontato con il Dracula di Stoker, il romanzo di Stevenson appare costruito su una simbologia semplice e immediatamente percepibile, mentre Dracula, molto più profondo, attiva una ricchezza e una complessità simbolica che superano di gran lunga, al di là della vicenda, la tecnica di Stevenson, il quale sceglie un minimalismo espressivo teso più a valorizzare il mistero in sé stesso che non una significazione cosmica. Dracula crea anche una polemica coloniale, riattiva fantasmi religiosi, critica la società senza fare prediche, attraverso la potenza di immagini che scavano in profondità dentro la psiche ma anche fuori di essa. Si tratta di un romanzo cosmico.
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, invece, presenta il male con una funzione limitata, ossia priva di allegorie complesse e di riferimenti che vadano oltre la vicenda. Questo è il suo grande limite ma, probabilmente, anche uno dei motivi del suo successo. Il testo è infatti immediato. La vicenda si capisce subito, la trama è lineare, progressiva, senza scarti temporali o doppi sensi. Tutto è esplicito. Inoltre il romanzo non ha la pesante ridondanza stilistica di Frankenstein, che risulta più faticoso da leggere. Anche L’isola del tesoro, del resto, non presenta una complessa introspezione. C’è un’assenza pressoché totale di stratificazione simbolica. Jekyll e Hyde sono personalità fondate unicamente sul segreto e sulla rivelazione finale. Tutta la tensione converge verso una soluzione razionale del mistero. Una volta che il lettore conosce la verità, la narrazione perde gran parte della sua ambiguità e del suo fascino. Les jeux sont faits.
Dracula, invece, è una miniera… (continua su Destrutturalismo n. 13)
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