René Guénon, sul plagio letterario

Guénon, sul plagio letterario
  Mary Blindflowers© René Guénon, sul plagio letterario . René Guénon elabora Il Re del mondo, utilizzando principalmente come riferimento bibliografico due testi diversi, l’opera postuma di Saint-Yves d’Alveydre intitolata Mission de l’Inde e pubblicata nel lontano 1910 e il libro Bêtes, Hommes et Dieux del 1924 di Ferdinand Ossendowski. Il primo dei testi citati […]View post →

Camporesi, Le officine dei sensi

Camporesi, Le Officine dei sensi
  Mary Blindflowers© Camporesi, Le Officine dei sensi . Piero Camporesi, Le Officine dei sensi, Il corpo, il cibo, i vegetali. La cosmografia interiore dell’uomo. Le meraviglie degli elementi archetipi. Un’avventurosa esplorazione fra iconologia e antropologia, Garzanti, serie Saggi blu, prima edizione maggio 1985, 236 pagine. Il titolo e il sottotitolo non deludono le attese. […]View post →

Arte, artista, Giobert, cavar macchie

Arte, artista, cavar macchie
  Mary Blindflowers© Arte, artista, cavar macchie . Arte, artista, termini aleatori, abusati, iper-utilizzati in contesti che forse richiederebbero altri vocaboli, diverse definizioni o etichettature. Il termine artista, dicono in molti, è diventato oggi come il prezzemolo o come il colore nero, stanno bene su tutto. Fenomeno odierno? Che il discorso abbia radici lontane lo […]View post →

Opinionismo, mito, storia, bibliografie

Opinionismo, mito, storia, bibliografie Secondo recenti ricerche scientifiche, nonostante il progresso tecnologico, anziché diventare più intelligenti, stiamo diventando sempre più idioti, si legge sempre meno, si ripetono le cose dette da fonti di terza e quarta e centesima mano, non si scava più, non si indaga, ci si accontenta di facili verità mitiche, imposte da un sistema che non vuole che si pensi più perché il pensiero potrebbe costituire un problema. E da qui film innocui, canzoni innocue, personaggi innocui e influencer che diventano famosi proprio perché non hanno nulla da dire, infatti se dicessero qualcosa di interessante nessuno avrebbe interesse a farli diventare famosi, a dar loro voce, perché il volgo ignorante deve rimanere nel limbo di certezze mai provate, che rimbalzano di bocca in bocca come nelle favole della tradizione orale che col tempo si arricchiscono sempre di nuovi particolari, tanto che non si può più capire cose erano originariamente. Ma non esistono solo terrapiattisti che fanno i convegni dello scemo più scemo del villaggio globale, serie non hai vinto niente perché sei troppo scemo anche per vincere il prremio dello scemo del secolo, no, ci sono gli opinionisti tuttologi. Sono personaggi travestiti da intellettuali che hanno delle verità inoppugnabili, che confondono il mito con la storia e ritengono che fare saggistica sia un’opinione, quindi sventolano come al bar dello sport, le loro opinioni non suffragate da nessuna prova, cercando di convincere i loro prossimo che le prove non servono. Ecco un esempio copincollato da una conversazione pubblica sui social: È il suo Mito la prova assoluta della reale esistenza di Gesù perché pone Gesù Cristo aldilà del tempo, dello spazio e della storia. E questo è l'unica certezza, l'unica realtà. Tutte le chiacchiere, le tesi, le bibliografie, le ricerche storiche non hanno alcun valore, non vi è nulla che si può ottenere nella vita che la stessa eternità e Cristo ha realizzato la massima aspirazione di ogni essere umano, ma il piccolo ego di taluni non lo sopporta e passerà tutta la vita a cercare di dimostrare la sua esistenza o a negarla. Il mito è l’unica realtà, l’unica certezza, da oggi possiamo anche fare a meno di saggi, di bibliografie, di studi, non servono a nulla, basta il mito, quell’idea favolella tramandata da libri altrettanto favolosi e fantasiosi che hanno creato una leggenda utile per sottometterci all’idea che non sia affatto più necessario sforzarci a studiare la storia, troppo faticoso, tanto sappiamo già tutto, che bisogno c’è della storia quando abbiamo il mito portatore di verità? Che bisogno c’è di leggere quando ci sono i tuttologi da social che hanno verità inoppugnabili? Chi studia è un superbo, ha un piccolo ego che non sopporta l’idea e la grandezza eterna universalizzante del mito, quindi tutti coloro che hanno messo in dubbio l’esistenza di Gesù così come lo conosciamo commettono atto di superbia. Farsi delle domande è un reato penale. Sembra uno scherzo ma invece certi soggetti sono veramente convinti di ciò che affermano e discettano e criticano opere di saggistica linkando da Wikipedia, l’enciclopedia delle bufale, senza un minimo riferimento bibliografico decente, esprimendo opinioni che diventano legge per tutti e subito sulla base dell’assunto: “è così perché lo dico io e chiunque non sia d’accordo con me è un ignorante”. Quest’atteggiamento superficiale in cui ciascuno pensa che la propria personalissima e opinabilissima opinione sia oro colato e diventi mito, per cui non c’è più bisogno di nessuna ulteriore indagine, è diffusissimo anche tra coloro che si reputano colti. La base della saggistica che si impara fin dalle scuole medie, recita però che l’opinione (δόξα, dòxa) non è un fatto, ma una tesi che per diventare fatto o per acquisire quantomeno un certo grado di attendibilità e verosimiglianza storico-scientifica, ha bisogno di prove certe o perlomeno indiziarie. Senza prove rimane pura e semplice opinione da bar sport e il suo valore risulta pari a zero. Un concetto davvero semplice ed elementare che viene troppo spesso dimenticato in questo mondo di opinionisti della domenica.
  Mary Blindflowers© Opinionismo, mito, storia, bibliografie . Secondo recenti ricerche scientifiche, nonostante il progresso tecnologico, anziché diventare più intelligenti, stiamo diventando sempre più idioti, si legge sempre meno, si ripetono le cose dette da fonti di terza e quarta e centesima mano, non si scava più, non si indaga, ci si accontenta di facili […]View post →

Barthes, Semiologia, parole vuote

Barthes, Semiologia, parole vuote
  Mary Blindflowers© Barthes, semiologia, parole vuote . La semiologia, “lo studio dei segni”, mi è sempre sembrata la pseudo-scienza dell’arzigogolo concettuale, l’arte superba e ineffabile di complicare e intorcinare il semplice, utilissima agli accademici per pubblicare libri in cui non si dice praticamente nulla ma lo si fa in modo talmente complicato che il […]View post →