
Dissonanza cognitiva, acquerello su carta, Mary Blindflowers©
Gap teoria pratica, ineliminabile
Mary Blindflowers©
Il divario tra teoria e pratica è una costante dell’agire umano, registrata fin dall’antichità: Aristotele distingueva tra sophia e phronesis, la prima come conoscenza contemplativa e la seconda come saggezza pratica, indispensabile a tradurre il sapere in azione¹, mentre Hannah Arendt ha messo in guardia sul fatto che dire e fare appartengono a sfere distinte, e che tra le due può spalancarsi un abisso quando il pensiero si sottrae alla prova del reale². Questo iato non è un’astrazione filosofica, ma un fenomeno che si manifesta con chiarezza in molte dinamiche quotidiane e culturali. Ma parliamo di cose pratiche, anche molto semplici da capire, per illustrare meglio l’ineliminabilità del gap tra pensiero e azione.
La castrazione del gatto, ad esempio, è percepita in teoria come una mutilazione crudele, ma la pratica veterinaria dimostra che riduce rischi sanitari e comportamentali, prolungando la vita dell’animale³. L’auto-pubblicazione viene esaltata come emblema di indipendenza creativa, ma in realtà molti autori si fermano alla pubblicazione online, evitando, soprattutto per indisponibilità economica, costi e complessità della distribuzione fisica⁴. Le fiere del libro proclamano inclusività, ma nella prassi escludono realtà culturali non conformi al mainstream: il caso dell’“Uovo Quadro”, associazione culturale destrutturalista esclusa da contesti ufficialmente “aperti” e “democratici”, conferma come i campi culturali tendano a riprodurre gerarchie che dichiarano di voler superare⁵. Sul piano etico, la coerenza proclamata si scontra spesso con la quotidianità: c’è chi critica la pubblicazione su Amazon per ragioni ideologiche, pur acquistando prodotti di grandi multinazionali o fumando sigarette, una contraddizione che rientra nella definizione di dissonanza cognitiva⁶. Similmente, i vegani, pur ispirandosi al principio di non nuocere verso gli animali⁷, possono consumare con la massima tranquillità d’animo, avocado provenienti da coltivazioni intensive in aree amazzoniche, contribuendo così indirettamente alla distruzione di habitat e alla morte della fauna selvatica⁸.
In tutti questi casi, la teoria appare sfavillante e attraente in abito da sera e la pratica in pigiama e pantofole sdrucite: quando si incontrano, si guardano con reciproca diffidenza, l’una temendo di sporcarsi, l’altra consapevole della concretezza ricca di contraddizioni.
Come ha osservato Bernard Williams, il mondo morale è irriducibilmente imperfetto⁹, e il gap tra teoria e pratica non è un difetto da correggere ma una condizione strutturale. Inevitabile dunque scegliere: restare nella purezza dell’idea, immacolati ma sterili, o immergersi nel disordine dell’azione, accettando incoerenze ma generando effetti reali?
La filosofia, che ha a lungo corteggiato entrambe le opzioni, sa che il vero coraggio non consiste nel negare la distanza, fingendo che non esista e mettendosi due belle fette di prosciutto sugli occhi, ma nell’abitarla consapevolmente.
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Note
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Aristotele, Etica Nicomachea, VI, 5.
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H. Arendt, Vita activa, 1958.
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P. McGreevy et al., “The Relationship between Neutering and Health in Cats”, Journal of Veterinary Behavior, 2018
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J.B. Thompson, Book Wars, Polity Press, 2021.
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P. Bourdieu, Les Règles de l’Art, Seuil, 1992.
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L. Festinger, A Theory of Cognitive Dissonance, Stanford University Press, 1957.
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P. Singer, Animal Liberation, HarperCollins, 1975.
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FAO, The State of the World’s Forests, 2020.
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B. Williams, Ethics and the Limits of Philosophy, Harvard University Press, 1985.
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