Arancia meccanica, il sistema

Arancia meccanica, il sistema

Un’edizione di Arancia meccanica, credit Antiche Curiosità©

 

Arancia meccanica, il sistema

Mary Blindflowers©

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Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) di Anthony Burgess, è stato pubblicato per la prima volta nel 1962 nel Regno Unito, dall’editore Heinemann.
L’edizione americana del 1962, pubblicata da W. W. Norton, escludeva il 21º capitolo, che chiudeva con una nota più riflessiva e “redentiva”. Questa versione tagliata è quella su cui Stanley Kubrick si è basato per il suo celebre film del 1971. Solo successivamente, nel 1986, l’edizione americana è stata ristampata con il capitolo finale originale, su richiesta di Burgess, che aveva sempre considerato incompleto il romanzo senza quel capitolo.
L’opera ha suscitato immediatamente forti reazioni per via della sua violenza e delle sue tematiche filosofiche.
Il protagonista è un giovane ultra-violento, antieroe dagli atteggiamenti teatrali che rompe tutti gli stereotipi della cultura borghese. Vive in una palazzina con genitori poveri ma detesta la musica pop, ascolta Beethoven, adora in particolare la nona, mentre sogna di fare a pezzi i borghesi nel loro salotto. Alex tuttavia non ha motivazioni etiche di alcun tipo, non vuole distruggere la borghesia per costruire un mondo più giusto, come farebbe uno scrittore avanguardista, bensì vuole distruggere tutto ciò che non è esteticamente compatibile con i suoi gusti. Tutto ciò che esiste è ridicolo ai suoi occhi se non è sublime come Beethoven o distruttivo come una rapina ben coreografata in cui una neolingua, il nadsat, miscuglio di inglese, russo e gergalità giovanile, rende l’azione violenta ancora più teatrale, metaforica. Il nadsat è estetizzante, costringe il lettore a uno sforzo di comprensione e immersione nel testo. Inoltre attenua in parte la violenza sostituendo termini consueti con vocaboli inventati che creano ilarità nonostante la drammaticità estrema delle situazioni.
Alex racconta in prima persona, e si rivolge direttamente ai lettori chiamandoli fratelli… (Continua su Destrutturalismo n. 11)

DESTRUTTURALISMO Punti salienti

Libri Mary Blindflowers

Thinking Man Editore