
Giuseppe Ioppolo©
Venditore di giornali, strillone.
DIALOGO ASSURDO
Personaggi: Venditore di giornali (strillone), un viaggiatore (Messere)
Strillone:
«Giornali imbottiti, panini illustrati, caffellatte farciti, tramezzini macchiati… Signori e signore, comprate i giornali con le ultime notizie e le bugie spaziali…»
Messere:
«Mi faccia vedere un attimo…»
Strillone:
«Prima compra il giornale, poi vede…»
Messere:
«No, guardi… Lo vede questo? (mostra un cellulare) Qua dentro ci sono tutte le notizie del giorno e di tutti i quotidiani.»
Strillone:
«Davvero? E come ha fatto a ficcarcele dentro? È così piccolo quel suo coso lì, mi sembra un portachiavi!»
Messere:
«Ahahah, ma in che epoca vive?»
Strillone:
«Messere, io sono vissuto fin quando il Vietnam non è stato liberato. Era il 1975.»
Messere:
«Mi sta dicendo che sto parlando con un morto e che lei sarebbe un fantasma?»
Strillone:
«Messere, anche lei è un fantasma, non se n’è ancora accorto?»
Messere:
«Ma cosa dice? Vuole forse scherzare? Io sono io e questo è il mio cellulare!»
Strillone:
«Lasciamo perdere… avrà tanto tempo per potersene accorgere. Ma posso vedere la pagina del suo coso? Tanto per sapere in che anno siamo… perché, sa, il mio tempo si è fermato in quel primo maggio del 1975. L’esercito nord-vietnamita era appena entrato a Saigon e quel primo maggio era tutto un tripudio di bandiere rosse con l’immagine di Võ Nguyên Giáp e Hồ Chí Minh… La morte arrivò all’improvviso mentre stavo vendendo il quotidiano del giorno, l’Unità. Eccolo, te lo faccio vedere. Scusami il “tu”, ma è perché m’ispiri simpatia, e poi tra fantasmi si può essere finalmente solidali.»
Messere:
«Ma va’ a cag…, va’. Morto ci sarai tu, però in fondo… in fondo anche tu mi stai diventando simpatico. Però io sono vivo… altro che! Guarda qua, questa è la prima pagina de “Il Fatto Meridiano”.»
Strillone:
(Si avvicina allo schermo del cellulare e guarda i titoli: «Gli indagati del Sì contro Grattoner che parla di loro».) «Cosa significa? E chi è questo Grattoner che solo a sentirlo mi fa salire il prurito? E meno male che sono spirito incorporeo!»
Messere:
«Come non sai chi è Grattoner?»
Strillone:
«E perché dovrei? Quando il Giudice Supremo lesse il mio curriculum, si dichiarò sorpreso e soddisfatto che sulla terra potesse ancora esistere un individuo come me. Si stropicciò la barba bianca e mormorò: “Forse non ho sbagliato proprio tutto”. Poi mi guardò con quegli occhietti vispi e mi chiese di esprimere tre desideri che così formulai»… (continua)