
Fili di Sapienza: Xianzhuang
Fili di Sapienza: Xianzhuang
Giustina Settepunti©
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La cosiddetta “Traditional Chinese Bookbinding”, nota in cinese come 線裝 (xianzhuang), costituisce una delle più significative innovazioni tecniche e estetiche della storia del libro nell’Asia orientale. Il termine xianzhuang, letteralmente “rilegata con filo”, designa un metodo di legatura sviluppatosi in Cina tra la fine della dinastia Yuan e il pieno periodo Ming (XIV–XVII secolo), come perfezionamento delle precedenti forme di assemblaggio librario, in particolare la rilegatura a farfalla (hudie zhuang) e quella a porta pieghevole (jingzhe zhuang). Il sistema xianzhuang nacque con l’intento di conferire maggiore stabilità al libro piegato, eliminando i limiti strutturali dei modelli precedenti e assicurando al contempo un’apertura più agevole e una migliore conservazione dei fogli. L’elemento tecnico distintivo consiste nella modalità di piegatura e cucitura dei fogli: ciascun foglio è ripiegato su sé stesso con la piega rivolta verso il dorso, in modo che il bordo interno del volume risulti chiuso mentre il lato esterno rimane aperto. Tale struttura conferisce al fascicolo una doppia funzione di protezione e sostegno, poiché il testo è stampato o trascritto soltanto sul lato esterno del foglio piegato, mentre la parte interna resta bianca e non accessibile. I fascicoli così formati vengono sovrapposti e cuciti mediante un filo di cotone o di seta che attraversa fori praticati a distanza regolare dal margine chiuso, generalmente in numero di quattro o cinque. La cucitura, visibile sul dorso, viene realizzata secondo schemi regolari che garantiscono una tensione uniforme e un’elevata resistenza meccanica, senza l’ausilio di colla o collettori interni. Le copertine sono costituite da cartoncino o carta spessa rivestita, spesso di colore blu indaco o ocra, e vengono fissate al corpo del libro attraverso la medesima cucitura che unisce i fascicoli. Il risultato è un volume flessibile, leggero e facilmente smontabile, la cui integrità materiale dipende esclusivamente dalla precisione del lavoro manuale e dall’equilibrio delle tensioni del filo. L’estetica della xianzhuang riflette il principio cinese di sobrietà e misura: il dorso piatto, le cuciture regolari e la predominanza delle superfici piane esprimono un’idea di compostezza formale coerente con la concezione confuciana del libro come veicolo di ordine e moralità. Il formato tipico è verticale, stretto e allungato, e la lettura procede da destra a sinistra e dall’alto verso il basso. Sulla copertina anteriore è applicato un cartiglio verticale (題簽, tiexian) recante il titolo, l’autore e, talvolta, il numero del volume. Internamente, le pagine presentano un ampio margine interno privo di testo per evitare la perdita di caratteri nella piega, e talvolta segni marginali o numerazioni minime. Dal punto di vista funzionale, la xianzhuang consente una straordinaria longevità: il libro può essere aperto completamente senza danneggiare il dorso, e le singole sezioni possono essere restaurate o sostituite senza compromettere la struttura complessiva. Tale carattere di reversibilità ha contribuito alla sua lunga sopravvivenza, non solo in Cina ma anche nelle culture librarie di Corea, Vietnam e Giappone, dove la tecnica venne adattata e modificata in forme proprie. Tuttavia, nella xianzhuang cinese permane un’intenzionalità più conservativa e austera, rispetto alla successiva rielaborazione giapponese (fukuro toji), che ne invertirà la piegatura e ne enfatizzerà la decorazione. Oltre alla dimensione tecnica, la xianzhuang possiede un significato simbolico profondo: rappresenta la materializzazione di un ideale di armonia tra funzione e forma, e di un rapporto organico tra testo, carta e gesto manuale. L’assenza di colla, la visibilità del filo e la trasparenza costruttiva rispondono a una filosofia della manifattura in cui la semplicità diventa espressione di perfezione. Ancora oggi, nei laboratori di conservazione e nelle edizioni facsimilari di testi classici, la xianzhuang è considerata un modello di equilibrio tecnico e culturale, testimonianza di un sapere artigianale che unisce la leggerezza della carta alla solidità di una tradizione millenaria.
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