La carta da acquerello

La carta da acquerello

Il cappello, acquerello e altri media su carta, Mary Blindflowers©

 

La carta da acquerello

Giustina Settepunti©

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La storia della carta da acquerello si colloca all’incrocio tra innovazione tecnica, scambio culturale e trasformazione estetica. L’acquerello, inteso come tecnica pittorica che impiega pigmenti sciolti in acqua applicati su un supporto assorbente, ha origini ben più ampie e antiche rispetto alla sua codificazione occidentale. Per comprendere la nascita della carta da acquerello come oggi la intendiamo, occorre dunque guardare non solo all’Europa rinascimentale, ma anche alle pratiche pittoriche dell’Estremo Oriente, in particolare della Cina imperiale, dove già da secoli si realizzavano opere con pigmenti e inchiostri diluiti in acqua.

In Cina, la pittura ad acqua è attestata fin dall’epoca Han (III sec. a.C. – III sec. d.C.) e si sviluppa pienamente durante le dinastie Tang, Song e Yuan. La tecnica denominata shuǐ mò huà (水墨画), cioè “pittura a inchiostro e acqua”, si basa sull’uso dell’inchiostro di china nero (ottenuto dal fumo di pino e colla animale) e, in certi casi, di pigmenti minerali o vegetali. Il supporto non era la carta occidentale ma carte sottili, altamente assorbenti, come la carta xuan, oppure la seta. Il gesto pittorico si avvicinava alla calligrafia e rispondeva a una filosofia dell’immagine intrisa di taoismo e armonia naturale. In questo senso, sebbene tecnicamente affine all’acquerello, la pittura cinese tradizionale si distingue per intenti, materiali e codici espressivi. Solo nel XX secolo, con l’incontro più diretto con l’arte occidentale, l’acquerello su carta “moderna” comincia a essere praticato anche in Cina.

In Occidente, l’uso della pittura ad acqua su carta affiora con chiarezza nel Rinascimento. Ma per arrivare a questo punto bisogna seguire il percorso della carta stessa, la cui invenzione risale anch’essa alla Cina del I secolo d.C., attribuita all’eunuco di corte Cai Lun. Attraverso la via della seta e il mondo islamico, la carta raggiunge l’Europa nel XII secolo. Le prime cartiere europee sorgono in Spagna e poi in Italia, con Fabriano come centro d’eccellenza già nel XIII secolo. La carta prodotta in questa fase era realizzata a mano da stracci di lino e canapa, e mostrava caratteristiche di robustezza e assorbenza già compatibili con l’uso pittorico ad acqua.

Le prime testimonianze certe di acquerello su carta occidentale risalgono alla fine del Quattrocento, con Albrecht Dürer (1471–1528) come figura chiave. Le sue opere come Lepri nel prato o Paesaggio vicino a Kalch mostrano un uso consapevole della trasparenza, della stratificazione leggera e del rapporto tra pigmento e fibra del foglio. È verosimile che Dürer abbia usato carte artigianali di produzione italiana o tedesca, pressate a mano e sufficientemente spesse da resistere all’acqua.

Durante il XVII e XVIII secolo, con il crescere dell’interesse per il paesaggio e la natura, l’acquerello si afferma in Inghilterra come mezzo espressivo autonomo. Le cartiere rispondono alla nuova domanda sviluppando carte specifiche per acquerello. Si consolidano tre tipologie secondo la texture della superficie: grana grossa, per effetti espressivi; grana media (cold pressed), versatile e bilanciata; grana fine (hot pressed), liscia e adatta al dettaglio. La grammatura standard si stabilizza intorno ai 300 g/m², con varianti più leggere o più pesanti a seconda dell’uso.

Nel XVIII secolo, cartiere come Whatman in Inghilterra e Arches in Francia diventano punti di riferimento per gli artisti. William Turner, il massimo innovatore della pittura ad acquerello romantica, sfrutta le caratteristiche della carta per ottenere effetti di luce e atmosfera impensabili con altri mezzi. Contemporaneamente, l’Italia continua a produrre carta di alta qualità, come quella delle Cartiere Miliani a Fabriano, mantenendo un legame diretto con la tradizione rinascimentale.

L’identificazione del primo acquerello “moderno” su carta è oggetto di dibattito, ma le opere di Dürer sono generalmente considerate l’inizio di una pratica consapevole e strutturata su questo supporto. La pittura cinese ad acqua, pur antecedente, utilizzava supporti radicalmente diversi, e per questo, sul piano tecnico e materiale, si parla oggi di acquerello propriamente detto solo a partire dalle sperimentazioni rinascimentali europee.

Oggi, la carta da acquerello rappresenta una sintesi di tradizione artigianale e ricerca tecnologica. Le migliori carte sono ancora prodotte con fibre di cotone al 100%, in processi lenti che rispettano la memoria storica della fabbricazione a mano. Sebbene l’Occidente e l’Oriente abbiano percorso strade diverse nell’uso della pittura ad acqua, la comune attenzione al rapporto tra gesto, superficie e materia pittorica testimonia una convergenza profonda che continua ad arricchire il panorama artistico globale.

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Bibliografia

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