
Tom Wolfe, La Baby aerodinamica, prima edizione italiana, credit Antiche Curiosità©
Tom Wolfe, La Baby aerodinamica…
Mary Blindflowers©
.
La baby aerodinamica kolor karamella, Tom Wolfe, prima edizione italiana novembre 1969 edita da Feltrinelli. Titolo originale The Kandy-Kolored Tangerine-Flake Streamline Baby, Farrar, Straus & Giroux, New York, 1965, precedentemente pubblicato dallo stesso Wolfe e dal New York Herald Tribune nel 1963, 1964 e 1965, poi ripubblicato nel 1968 con il titolo The Pump House Gang, Farrar, Straus & Giroux.
La traduzione della prima edizione italiana è di Attilio Veraldi. Il libro ha una buona veste editoriale in copertina rigida blu e titoli nero e arancio. La qualità della carta non è eccellente ma abbastanza buona rispetto a quella su cui stampa Feltrinelli oggi, che è pessima.
Il libro è interessantissimo perché descrive in modo impietoso la società-bene americana degli anni Sessanta. Il titolo è ispirato ad un’auto “confezionata” in un’epoca in cui:
migliaia di ragazzi in possesso di un’auto e o ne truccano la potenza del motore o, in una certa misura, la “confezionano”, l’adattano al loro gusto. In genere un po’ tutt’e due le cose. Prima di arrivare all’età del matrimonio spendono tutti i loro soldi in queste cose”… (p. 11).
Barris mi invitò al suo studio… lui lo chiama Kustom City… Barris è cresciuto in un’epoca in cui era considerata una finezza cambiare tutte le C con le K. Vende anche una Lacca Karamella per dipingere le auto con Kolori Karamella, e immagino che con la C sibilante di City a un certo punto debba averlo fatto letteralmente impazzire… Non costruisce auto crea forme… Il principio aerodinamico, che in realtà non ha nessuna funzione, con la sua linea curva e sobbalzante per il gusto della cosa in sé, è molto libero e dionisiaco… gli adolescenti non potevano non preferire il dionisiaco (p. 18).
Wolfe descrive gli adolescenti ricchi d’America che avevano un loro slang, organizzavano storiche orge di birra (p. 68), continuamente interrotti dalla polizia, si lanciavano nelle hot-rod, o demolition derby, (p. 49), ossia gare illegali di macchine modificate (p. 22) che venivano in gran parte distrutte durante la corsa e consideravano i confezionatori di macchine alla stregua di artisti.
I surfisti californiani in particolare, vengono descritti come figli di notai e professionisti ben forniti di quattrini, per cui si potevano permettere di passare il loro tempo tra il surf e le gare di macchine, e di spaccarle completamente subito dopo averle acquistate. Si facevano modificare le loro “carrette” anche “per correre, dormirci sopra e caricarci l’equipaggiamento per il surf. I surfers che erano anche patiti per le autopiste a gettone, disprezzavano i cinquantenni della media borghesia definendoli dinosauri, vecchi, rimbambiti, ammuffiti, e creando una sorta di “segregazione generazionale” sulle spiagge e nei locali: “Quella spiaggia è verboten a tutti coloro che abbiano in realtà superato gli anni cinquanta. In altre parole è una spiaggia segregata” (p. 58)… “It’s Boss è organizzato per giovani dai sedici ai venticinque anni, e non v’è ammesso nessuno che abbia superato i venticinque…” (p. 59).
Wolfe descrive l’assorbimento dei modificatori di macchine nell’establishement:
Roth è un disegnatore brillante, ma… il suo comportamento e i suoi atteggiamenti indeboliscono l’Halazone che l’establishement cerca di trasfondere nell’intero campo… L’establishement non riesce ad accettare questo lato di Roth, così, come nessun establishement riuscì a sopportare a lungo i dadaisti. I beatnik più facilmente dei dadaisti. Il trucco è sempre consistito nell’inserirli, in un modo o nell’altro… (pp. 38, 41).
Il libro demitizza pure i Beatles e varie altre figure che hanno in qualche modo segnato la storia americana degli anni Sessanta… (continua)
DESTRUTTURALISMO Punti salienti