
Bacco, tabacco…, Bruno Colorio, xilografia 1951, credit Antiche Curiosità©
Giustina Settepunti©
La carta per incisioni.
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Nel XV secolo, con l’affermazione della stampa a incisione in Europa (soprattutto in Germania e Italia), nasce l’esigenza di una carta più resistente rispetto a quella usata per la scrittura o la xilografia.
In quest’epoca la carta era fatta a mano con stracci di lino e canapa, attraverso un processo in cui la pasta veniva colata in telai metallici: questo dava alla carta una trama visibile (vergelle e filigrane).
Le prime carte per incisione erano quindi carte da scrittura ad alta grammatura, non pensate appositamente per la stampa calcografica, ma adattate ad essa.
Nel Rinascimento, con artisti come Dürer, Raimondi, Callot, la stampa da lastra incisa diventa un’arte matura. Si sviluppano le esigenze di:
Maggiore resistenza alla pressione del torchio calcografico.
Superfici più lisce e compatte per ricevere l’inchiostro inciso.
In Italia e in Francia iniziano a comparire carte più robuste, spesso senza collatura o con collatura leggera (gelatina animale), così da assorbire bene l’inchiostro senza sbavature.
Nei secoli XVII–XVIII si raggiunge in Europa l’età d’oro della stampa d’arte. In quel periodo si affermano le grandi cartiere europee, soprattutto in: Italia (Fabriano, Amalfi); Francia (Arches); Paesi Bassi e Germania. La carta viene sempre più spesso prodotta su misura per le esigenze degli incisori: nasce così la vera e propria “carta per calcografia”.
Le sue caratteristiche tipiche sono:
• Alta grammatura (250–300 g/m² o più)
• Forte assorbenza
• Superficie vellutata
• Spesso bordo intonso
• Colore naturale (avorio, crema)
Nel XIX secolo, con l’industrializzazione, la produzione della carta cambia: si passa dai telai manuali alle macchine continue. Tuttavia, gli stampatori d’arte continuano a preferire la carta fatta a mano o a tino, più adatta alla stampa calcografica tradizionale.
Nel Novecento, con il rinnovato interesse per le tecniche di stampa d’arte (acquaforte, puntasecca, linoleografia, litografia), molte cartiere specializzate sviluppano tipi di carta espressamente pensati per l’incisione. Si perfezionano le fibre (cotone 100%), si eliminano agenti chimici aggressivi (come gli acidi), e si lavora su texture, collature e assorbenza.
Le marche storiche oggi usate dagli incisori includono:
• Arches
• Hahnemühle
• Fabriano (Rosaspina, Tiepolo)
• Zerkall
• Somerset
• Magnani
La carta per incisione è un supporto nato per necessità tecniche, ma diventato col tempo parte integrante del linguaggio artistico. Non è neutra: ogni tipo di carta modifica il segno, il tono, la profondità dell’immagine stampata. La sua storia segue quella dell’incisione: un’arte che ha sempre camminato tra precisione tecnica e libertà espressiva.
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