
Bronze shield, British Museum, credit Mary Blindflowers©
Azioni umane e geopolitica
Giorgio Infantino©
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Chiunque abbia studiato epistemologia, nell’ambito delle scienze umane, conosce il problema delle scelte le cui conseguenze possono essere non previste, né prevedibili. Un problema che si pone in vari modi, il più banale dei quali è quello delle “esternalità” (se ascolto musica ad alto volume, anche il mio vicino l’ascolterà). Esiste poi un livello molto più articolato che è dato dalle conseguenze complesse dovute all’interazione di scelte di attori diversi in ambiti diversi che possono influenzarsi. Secondo uno dei principi della logica, queste conseguenze possono essere addirittura infinite (se chiamo mio figlio Enrico, non lo chiamo Francesco, Giovanni, Alberto, ecc… ecc… Ovviamente senza aver alcuna intenzione di “non chiamarlo”).
Qualche settimana fa la propaganda occidentale (o pro Ucraina) ha salutato l’attacco dei droni ai bombardieri strategici russi come un grande successo delle democrazie. Ovviamente, a parte la preparazione molto puntigliosa dell’azione (almeno 12 mesi o più, sembrerebbe sia stato il tempo occorso per eseguire l’operazione) una parte degli obiettivi erano palesi (e dunque facili bersagli) grazie alla vigenza del trattato NEW START. In pratica, gli Ucraini sapevano dove andare a colpire i bombardieri russi perché essi dovevano essere visibili dai satelliti USA, come, d’altronde, lo devono essere i bombardieri USA per la Russia, in quanto possibili trasportatori di ordigni nucleari. Ebbene, aver sfruttato questo vantaggio tattico, ha come conseguenza che qualsiasi accordo sul controllo dell’arricchimento dell’Uranio (e i suoi limiti) da parte dell’Iran sarà più difficile da raggiungere per motivi diversi, il principale dei quali è la totale sfiducia nell’Occidente. L’Iran, in sostanza, potrebbe anche accettare (pressata dall’azione militare di Israele) un accordo in tal senso, ma poi? Come si effettueranno i controlli e con la garanzia di chi o di cosa? Non stupisce che Trump, a caldo, nelle ore successive all’avvio dell’attacco militare di Israele, abbia chiesto due settimane per scongiurare la crisi politica. Ma, se la vera crisi fosse di fiducia e tutta questa classe politica nuova in Iran non esistesse, allora temo che Israele dovrà combattere a lungo e, probabilmente, gli daremo armi e soldi per farlo.
L’altra questione, in prospettiva, è cosa accadrà dopo la scadenza, nel 2026, del New Start. Difficilmente, in questo clima, Stati Uniti e Russia vorranno rinegoziarlo, o semplicemente riproporlo con un contenuto aggiornato. La conseguenza è che uno scenario di guerra termonucleare globale diventi più probabile rispetto allo scenario precedente dove, in qualche modo, il reciproco controllo sul posizionamento delle armi nucleari rendeva il concetto di deterrenza più efficace nel prevenire tanto il primo strike (l’attacco) che il secondo strike (la ritorsione).
Il dottor Stranamore temo possa davvero palesarsi improvvisamente e, forse, si è già palesato in altre forme (nella costruzione e crescita esponenziale dei biolaboratori militari, per esempio) ed è in gran parte colpa dell’Occidente (e delle sue burocrazie) che questo stia accadendo.
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DESTRUTTURALISMO Punti salienti