I tagli a scomparsa

La colorazione a scomparsa

Giustina Settepunti©

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Come ho precisato in un mio precedente articolo, qui c’è un tipo di colorazione dei tagli dei libri che necessita di intervento manuale e non può essere fatto solo a macchina. Si chiama decorazione a scomparsa (fore-edge decoration o fore-edge painting). Si tratta di una delle tecniche più raffinate e concettualmente complesse della storia della legatura libraria. A differenza della semplice doratura o colorazione dei tagli, la decorazione a scomparsa non si limita a impreziosire il libro colorandone i tagli, ma introduce dinamismo: l’immagine o la scritta esiste solo in una condizione di apertura controllata, per poi scomparire nuovamente quando il volume viene richiuso.

Tale gioco di visibilità e scomparsa rende la tecnica intrinsecamente incompatibile con una produzione meccanizzata.

La realizzazione di un fore-edge decoration richiede infatti una sequenza di operazioni altamente specializzate, in cui precisione manuale, sensibilità visiva ed esperienza artigianale sono inscindibili.

Il primo passaggio consiste nell’allineamento e nella compressione delle pagine. Il volume viene inserito in una pressa, ma non in posizione neutra: le pagine sono fatte scorrere leggermente in avanti o indietro, creando una superficie obliqua composta non da un unico piano, bensì da centinaia di micro-superfici cartacee disallineate. Questa inclinazione deve essere calibrata in funzione dell’effetto finale desiderato, poiché determina l’angolo di visibilità della decorazione.

Una volta bloccato il libro, il taglio inclinato diventa il supporto pittorico. Su questa superficie instabile e irregolare viene tracciata la decorazione — scritta o immagine, mediante pigmenti, inchiostri o, nei casi più tradizionali, acquerelli. L’esecuzione richiede un controllo assoluto del gesto: il colore deve penetrare quanto basta per essere visibile quando il libro è aperto, ma non tanto da trapassare o macchiare le pagine interne. Ogni segno, inoltre, si distribuisce su fogli differenti, che a libro chiuso torneranno a separarsi, dissolvendo l’immagine.

Completata la fase pittorica, il volume viene rilasciato dalla pressa e lasciato asciugare. Solo a questo punto si procede alla doratura del taglio. La foglia d’oro viene applicata sull’intera superficie esterna, uniformando visivamente il bordo del libro e occultando completamente la decorazione sottostante. La doratura non è un semplice rivestimento, ma una vera e propria mascheratura funzionale: deve nascondere senza cancellare, proteggere senza appesantire.

Il risultato finale è una duplice identità del libro: oggetto chiuso, classico e uniforme; oggetto aperto, rivelatore e narrativo.

La natura stessa della decorazione a scomparsa rende impossibile una sua esecuzione industriale. A differenza delle lavorazioni standardizzate, questo tipo di tecnica si fonda su variabili che non possono essere rigidamente codificate.

In primo luogo, ogni volume presenta… (Continua su Destrutturalismo n. 12).

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