
Terra secca, credit Mary Blindflowers©
Tenerezza o deretanica brezza?
Lucio Pistis e Sandro Asebès©
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Il giardino è tutto secco, le rose guardano all’ingiù, fiaccate dalla gran calura estiva. Le nostre mogli oggi vanno a rinfrescarsi un poco le gambe in spiaggia, strizzandosi senza respirare dentro i costumi dell’anno prima. Dopo un lungo lamento sulle lavatrici che al giorno d’oggi fanno ritirare tutti i panni, rendendoli più piccoli, le nostre giunoniche principesse si allontanano con la testa sotto il sole. Noi aspettiamo che girino l’angolo e ci versiamo una bella birra ghiacciata.
Abbiamo davanti una lirica di Emilio Greco, il famoso scultore.
“Nei tuoi occhi la tenerezza”
Un battello lento sul lago
Un abbandonarsi senza tempo
di fermata in fermata
da Riva di Solto a Lovere:
nei tuoi occhi la tenerezza
straripava fino al pianto.
Ci guardiamo in faccia. Questa sarebbe una poesia? Tenerezza che fa rima con deretanica brezza?
Tracima nelle viscere del lettore un irrefrenabile impulso evacuatorio, registrando l’inanità della trasmissione di empiti emotivi, nella sciatta descrizione di una corsa di naviglio sul lago d’Iseo (ambiente di per sé poco calorico). Certo stride l’idea dell’abbandono durante... (Continua su Destrutturalismo n. 11).
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DESTRUTTURALISMO Punti salienti