Protesta di Gulliver all’editore

Protesta di Gulliver all’editore

Mary Blindflowers

Travels into Several Remote Nations of the World. In Four Parts. By Lemuel Gulliver, First a Surgeon, and then a Captain of Several Ships, più noto come Gulliver’s Travels, venne pubblicato sotto pseudonimo nel 1726, poi ripubblicato nel 1727 e in Italia due anni dopo. Fu l’editore Motte a pubblicare la prima edizione, in 2 volumi, il 28 ottobre dello stesso anno dopo aver sottoposto il testo a numerosi adattamenti e omissioni che non piacquero molto a Swift. Motte aveva paura che le autorità inglesi potessero censurarlo per la feroce critica simbolica al loro governo. Motte ebbe pure la brillante idea di aggiungere un elogio della Regina Anna che sarebbe servito a edulcorare il feroce attacco al primo ministro e alla politica inglese.

Swift, nella seconda edizione del 1727, scrisse una lettera del Capitano Gulliver al suo cugino Sympson che in realtà è una satira contro il suo editore Benjamin Motte, che aveva manomesso il manoscritto originale, addirittura aggiunto passaggi a piacimento e addolcito o cancellato i contenuti scomodi:

…I do not remember I gave you power to consent that any thing should be omitted, and much less that any thing should be inserted; therefore, as to the latter, I do here renounce every thing of that kind; particularly a paragraph about her Majesty Queen Anne, of most pious and glorious memory; although I did reverence and esteem her more than any of human species. But you, or your interpolator, ought to have considered, that it was not my inclination, so was it not decent to praise any animal of our composition before my master Houyhnhnm: And besides, the fact was altogether false; for to my knowledge, being in England during some part of her Majesty’s reign, she did govern by a chief minister; nay even by two successively, the first whereof was the lord Godolphin, and the second the lord Oxford; so that you have made me say the thing that was not. Likewise in the account of the academy of projectors, and several passages of my discourse to my master Houyhnhnm, you have either omitted some material circumstances, or minced or changed them in such a manner, that I do hardly know my own work. When I formerly hinted to you something of this in a letter, you were pleased to answer that you were afraid of giving offence; that people in power were very watchful over the press, and apt not only to interpret, but to punish every thing which looked like an innuendo (as I think you call it)…

…non ricordo di avervi dato il potere di consentire che nulla venisse omesso, e ancor meno che qualcosa venisse inserito; pertanto, per quanto riguarda quest’ultima cosa, qui rinnego ogni aggiunta di tal genere; in particolare un paragrafo riguardante Sua Maestà la Regina Anna, di pietosissima e gloriosa memoria; benché io la venerassi e stimassi più di qualunque essere umano. Ma voi, o il vostro interpolatore, avreste dovuto considerare che non era mia inclinazione, né era conveniente, lodare alcun animale della nostra specie davanti al mio padrone Houyhnhnm. E inoltre il fatto era del tutto falso; poiché, per quanto ne so, essendo stato in Inghilterra durante parte del regno di Sua Maestà, lei governò tramite un primo ministro; anzi persino due successivamente, il primo dei quali fu il lord Godolphin e il secondo il lord Oxford; cosicché mi avete fatto dire ciò che non era. Analogamente nel racconto dell’accademia dei progettisti, e in vari passaggi del mio discorso al mio padrone Houyhnhnm, avete omesso alcune circostanze essenziali oppure le avete alterate o ridotte in modo tale che a malapena riconosco il mio stesso lavoro. Quando tempo fa vi accennai qualcosa di ciò in una lettera, vi degnaste di rispondere che temevate di offendere; che le persone al potere erano molto vigili sulla stampa e inclini non solo a interpretare ma a punire qualunque cosa sembrasse un’allusione (come credo la chiamiate)…

Swift quindi fa ripubblicare l’opera nel 1727 ripristinando alcune parti censurate, recuperando parte del tono satirico devastato dall’intervento di Motte. Paradossalmente la seconda edizione è dunque migliore della prima.

Thinking Man Editore

Destrutturalismo

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