L’Uovo Quadro, qualche riflessione

 

 

L'Uovo Quadro, qualche riflessione

Logo de L’Uovo Quadro, credit Antiche Curiosità©

 

L’Uovo Quadro, qualche riflessione

Giuseppe Ioppolo©

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Un anno di vita, un passo verso il futuro
L’associazione ha da poco celebrato il suo primo anno di esistenza. Un anno fatto di scoperte, slanci, errori e successi. Come un bambino che, dopo i primi respiri, prova i primi passi, così anche una realtà collettiva attraversa una fase di crescita che, per essere autentica, non può evitare inciampi e sbandamenti. È nella caduta che si impara l’equilibrio.
In questo momento così delicato e cruciale, “fare esperienza” diventa fondamentale. Ma il fare, da solo, non basta: è necessaria una minima coordinazione, una direzione condivisa che trasformi l’azione individuale in cammino comune.

Coordinazione e libertà
Una vera organizzazione sociale non può prescindere da momenti di collaborazione intensa, pur mantenendo la libertà dei singoli. Questo equilibrio tra il “coordinato” e il “libero” è ciò che permette al gruppo di crescere.
Ogni gesto pubblico di un associato – una frase, un’intervista, persino una dimenticanza – racconta qualcosa del legame che si è scelto di stabilire con il gruppo. E, in certi casi, può involontariamente indebolirlo. Non è una questione di forma, ma di sostanza: la responsabilità comunicativa è parte dell’appartenenza.

Resistere alle sirene del mainstream
In un’epoca in cui visibilità e consenso sembrano l’unica bussola, è forte la tentazione di prendere le distanze dai metodi che richiedono impegno e coerenza, come il Destrutturalismo. Ma questa scorciatoia spesso conduce a un riconoscimento superficiale e transitorio. L’autenticità richiede pazienza, identità e coraggio controcorrente.
Il vero “successo” – umano, culturale, organizzativo – non nasce dalle mode, ma dalla fedeltà a una visione condivisa, costruita passo dopo passo, nella concretezza del lavoro quotidiano.

Stare in un gruppo è una scelta libera… ma non neutra.
Far parte di un’associazione non è obbligatorio. È un atto volontario, consapevole e, per questo, impegnativo. Significa condividere obiettivi, visioni e valori. Significa riconoscersi nel linguaggio del gruppo e portarlo nel mondo con rispetto e responsabilità.
Perché, alla fine, il gruppo siamo noi: nelle parole che scegliamo, nei gesti che compiamo, negli spazi che costruiamo insieme.

Proposte in direzione del rafforzamento dello spirito di coesione del gruppo
1. Chiedersi quali sono le ragioni della propria appartenenza al gruppo; se la risposta è quella di avere riscontri immediati di notorietà e fama, molto probabilmente c’è qualcosa di sbagliato.
2. Chiedersi, a questo punto, se si ha intenzione di correggere la propria impostazione egocentrica o perseverare in essa. In quest’ultimo caso, sarebbe opportuno ripensare la propria appartenenza all’associazione.
3. Chiedersi – e chiedere all’associazione – quali possano essere i passi da compiere per vivere il più possibile in armonia la propria individualità con le esigenze proprie di un’associazione di individui.
4. Domandarsi se:
a. Relazionarsi il più possibile con gli appuntamenti e le iniziative dell’associazione;
b. Dare spazio a osservazioni, critiche o semplici puntualizzazioni nelle sedi, nei luoghi e nei tempi opportuni;
5. L’uovo, principio della vita, racchiude il mistero della nascita e dell’origine. Il quadrato è misura, limite, struttura: esprime ordine, razionalità. Mettere insieme queste due forme è come voler racchiudere il caos della creazione dentro lo schema della mente. L’Uovo Quadro diventa, pertanto, metafora dell’impossibile, ma anche della tensione umana tra istinto e intelletto, tra libertà e controllo.
6. Le cose possibili le lasciamo agli altri. Noi ci stiamo attrezzando per rendere possibili quelle da tutti ritenute impossibili. Dobbiamo farlo con la modestia e l’umiltà di chi si accinge a smontare montagne di menzogne e immensi castelli di frottole costruiti sul nulla, ma anche orgogliosi di questa unicità. Se pensiamo che questa appartenenza possa sminuire il nostro io egocentrico, dobbiamo prenderne atto della nostra propria inidoneità e lasciare. Senza rancore.

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DESTRUTTURALISMO Punti salienti

Libri Mary Blindflowers

Thinking Man Editore