Le trasfusioni di Lucy
©Mary Blindflowers

Lucy in Dracula è un simbolo del potere patriarcale sul corpo femminile. La sua malattia è gestita malamente da soli uomini. Nel corpo della ragazza viene trasfuso, man mano che viene vampirizzata, il sangue di 4 uomini diversi. Tutti la “posseggono” ritualmente attraverso il sangue. La ragazza è totalmente agita, come una bambola, non decide nulla, non ha voce, non è più padrona del suo stesso corpo. La medicina non la libera veramente ma esercita un potere su di lei perché il sangue degli uomini entra in lei, stabilendo quasi un vincolo matrimoniale. Lo stesso Arthur, con cui ha un legame ufficiale, dice di sentirsi davvero sposato con Lucy in seguito alla trasfusione:
When it was all over, we were standing beside Arthur, who, poor fellow, was speaking of his part in the operation where his blood had been transfused to his Lucy’s veins; I could see Van Helsing’s face grow white and purple by turns. Arthur was saying that he felt since then as if they two had been really married and that she was his wife in the sight of God. None of us said a word of the other operations, and none of us ever shall.
Quando tutto fu finito, stavamo in piedi accanto ad Arthur che, povero ragazzo, stava parlando del suo ruolo nell’operazione in cui il suo sangue era stato trasfuso nelle vene della sua Lucy; potevo vedere il volto di Van Helsing impallidire e arrossire a tratti. Arthur stava dicendo che da allora sentiva come se loro due fossero davvero sposati e che lei fosse sua moglie agli occhi di Dio. Nessuno di noi disse una parola riguardo alle altre operazioni, e nessuno di noi lo farà mai.
Perché non dire ad Arthur che Lucy ha ricevuto il sangue di altri tre uomini? Per non rovinargli l’illusione del possesso esclusivo.
Nella casa ci sono anche delle donne, domestiche in buona salute, ma non vengono scelte perché, secondo la mentalità vittoriana, il sangue proletario e non virile non poteva avere lo stesso valore simbolico di quello maschile:
«We must consult as to what is to be done», he said as we descended the stairs. In the hall he opened the dining-room door, and we passed in, he closing the door carefully behind him. The shutters had been opened, but the blinds were already down, with that obedience to the etiquette of death which the British woman of the lower classes always rigidly observes. The room was, therefore, dimly dark. It was, however, light enough for our purposes. Van Helsing’s sternness was somewhat relieved by a look of perplexity. He was evidently torturing his mind about something, so I waited for an instant, and he spoke: «What are we to do now? Where are we to turn for help? We must have another transfusion of blood, and that soon, or that poor girl’s life won’t be worth an hour’s purchase. You are exhausted already; I am exhausted too. I fear to trust those women, even if they would have courage to submit. What are we to do for some one who will open his veins for her?»
«Dobbiamo fare un consulto sul da farsi», disse mentre scendevamo le scale. Nell’atrio aprì la porta della sala da pranzo, e noi entrammo; chiuse la porta con cura dietro di sé. Le imposte erano state aperte, ma le tende erano già abbassate, con quella obbedienza all’etichetta del lutto che la donna britannica delle classi inferiori osserva sempre rigidamente. La stanza era quindi debolmente oscura. Tuttavia era abbastanza illuminata per i nostri scopi. La severità di Van Helsing era in parte attenuata da un’espressione di perplessità. Evidentemente stava tormentandosi la mente su qualcosa, così attesi per un istante, ed egli parlò:
«Che cosa dobbiamo fare ora? A chi dobbiamo rivolgerci per aiuto? Dobbiamo fare un’altra trasfusione di sangue, e presto, o la vita di quella povera ragazza non varrà l’acquisto di un’ora. Tu sei già esausto; anch’io sono esausto. Temo di fidarmi di quelle donne, anche se avessero il coraggio di sottoporsi. Che cosa dobbiamo fare per trovare qualcuno che le apra le proprie vene?» (Cap. XII)
I criteri base per la scelta del sangue erano robustezza e virilità, in barba ad ogni compatibilità dei gruppi sanguigni che non era infatti nota ai tempi di Stoker: (continua su Destrutturalismo n. 12).
Giuseppe Ioppolo
È un mondo che mi affascina quello dei vampiri. Un po’ come quello degli gnomi e dei folletti e di tutte costruzioni fantastiche compresi gli avatar che hanno a che fare con il nostro inconscio profondo individuale e collettivo del quale assai spesso sono le proiezioni di problematiche irrisolte o risolte nella maniera del sogno. Il sogno di per sé non ha una logica e tutto quello che accade nel sogno ci può apparire assurdo e illogico… anche il desiderio di nutrirsi del sangue degli altri ci può apparire profondamente illogico e senza senso. Ma è veramente così. Le grandi fortune dei potenti non sono forse il risultato della “vampirizzazione” dei meno potenti che offrono il loro sangue al vampiro rampante e di casta?