Edgar Allan Poe, Satirico

Poe, sopratutto scrittore satirico
Graffiti urbani, foto Mary Blindflowers©

Edgar Allan Poe, Satirico

Mary Blindflowers©

Edgar Allan Poe è stato a lungo canonizzato soprattutto come inventore dell’horror, incasellato come autore di: racconti macabri, ossessioni morbose, patologie mentali, scene spaventose. In realtà, chiunque abbia letto i suoi racconti, può accorgersi molto facilmente che in Poe l’horror è un escamotage, una tecnica narrativa per demolire un sistema che non funziona. L’horror è uno strumento, mai un fine.

Poe non usa l’attacco frontale, ma mette in scena un dispositivo satirico raffinato e potente, carico di simbolismo. Tuttavia, sottolineare l’importanza fondamentale dell’approccio narrativo di Poe, avrebbe potuto creare qualche imbarazzo negli addetti ai lavori, per una serie di ragioni culturali ed editoriali che avevano poco a che vedere con la reale ampiezza della sua opera. La critica si compone in massima parte di accademici e se un autore li critica, tramite il simbolo, non hanno alcun interesse a sottolinearne gli aspetti satirici, ma sposteranno il focus verso le parti accessorie dell’opera. Quindi, nel caso dei racconti di Poe, per i critici divenne più facile e soprattutto comodo, relegarlo nel “gotico patologico”, piuttosto che riconoscerlo come critico feroce delle istituzioni. Poi ci si misero pure i francesi. Baudelaire, pur difendendolo, lo consacrò soprattutto come: poeta del male, esploratore dell’abisso interiore, a dimostrazione che non sempre i poeti sono buoni critici. Si è così rafforzata l’immagine del Poe “nero”, a scapito del Poe ironico, satirico e teorico.

Vogliamo poi parlare delle antologie scolastiche e divulgative? Hanno sempre teso e tendono tuttora a privilegiare, per esempio, The Tell-Tale Heart; The Fall of the House of Usher (che pure ha elementi satirici); The Black Cat, lasciando in ombra Bon-Bon; King Pest; Never Bet the Devil Your Head; Some Words with a Mummy; Silence; The Man That Was Used Up; William Wilson.

Chi fu dunque veramente Edgar Allan Poe?

Per iniziare, un teorico della letteratura, basi pensare a The Philosophy of Composition, ma fu uno dei primi critici “professionali” moderni, dato che scriveva recensioni. Fu un satirico radicale. Nei suoi racconti attacca le accademie, le università elitarie come Eton, Oxford e Cambridge, la religione dogmatica e ipocrita, la nobiltà, lo scientismo, il romanticismo convenzionale.

Poe però fu anche uno sperimentatore di letteratura metafisica:
In testi come Eureka, Morella, Silence, Mesmeric Revelation, l’autore lavora sui limiti della conoscenza, non sull’orrore.

L’horror e il gotico in Poe non servono a spaventare, ma rendono visibile una crisi epistemologica.

La paura è spesso secondaria rispetto a ironia, parodia, critica del linguaggio, smascheramento del potere simbolico e delle ipocrisie religiose, nonché dei vizi dell’upper class.

Persino The Fall of the House of Usher che apparentemente non è satirico, in realtà prende in giro il fantasy, è una satira del decadentismo genealogico e dell’ossessione per il sangue puro.

Poe è dunque il precursore del modernismo, uno scrittore meta-letterario profondissimo, mai gotico puro. Ma il luogo comune riduttivo sul solo horror legato a Poe resiste perché la paura è vendibile, iconica e semplice da etichettare, mentre il simbolo, la satira, sono scomodi, poco populisti, più complicati.

Ma che vi piaccia o no, dire che Poe è “solo l’inventore dell’horror” è storicamente falso e criticamente molto ingenuo.