
Gli illuminati, pastel on paper, by Mary Blindflowers©
Di Mariano Grossi©
La simbologia di Rino Gaetano
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Partendo da alcuni spunti reperiti sul link di seguito riportato, si possono fare parecchi approfondimenti e svariate docimologie della simbolistica gaetaniana… C’è un album di Rino, in particolare, che pare dedicato proprio alla Rosa Rossa. Nello stesso album, infatti troviamo ben tre canzoni: “Rosita”, “Cogli la mia Rosa d’amore”, e “Al compleanno della zia Rosina.” Una trilogia a nostro parere non casuale.
In Rosita ci dice che la Rosa Rossa, quanto te la presentano, sembra bellissima… onori, gloria, soldi, potere… poi però un giorno scopri la verità. E allora la tua vita cambia completamente perché sei in trappola.
Ieri ho incontrato Rosita, perciò questa vita valore non ha,
Come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai.
Nella canzone “Al compleanno della zia Rosina” ci spiega che nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, Santa Rita è in realtà la Rosa Rossa; e ci spiega che un giorno capiranno che sta svelando questi messaggi, e quindi lo uccideranno.
La vita la vita, e Rita s’è sposata, al compleanno della zia Rosina.
Vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia e che ce l’ha con me.
Questa frase apparentemente incomprensibile vuole dire probabilmente che gli appartenenti alla massoneria rosacrociana della Rosa Rossa al suo funerale porteranno a spalla la sua bara (ai funerali delle vittime i mandanti sono sempre presenti tra i partecipanti); ma bestemmieranno, perché in realtà una caratteristica della massoneria della Rosa Rossa è di stravolgere i simboli e i riti Cristiani per interpretarli al contrario.
Infine, in “Cogli la mia rosa d’amore” lancia un messaggio molto chiaro:
cogli la mia rosa d’amore,
regala il suo profumo alla gente;
cogli la mia rosa di niente.
Non credo sia un caso anche il titolo del disco: “mio fratello è figlio unico”, perché sapeva che questo scherzetto gli sarebbe costato la vita.
Nella canzone “Nun Te Reggae più” parla della spiaggia di Capocotta. E, ad un concerto, disse:
“C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci riusciranno. Sento che in futuro le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. E che grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Apriranno gli occhi e si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta”.
Sfiorivano le viole:
L’estate che veniva ... (Continua su Destrutturalismo n. 4).
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DESTRUTTURALISMO Punti salienti