
Ruminazioni notturne sul neomalthusianesimo
Giuseppe Ioppolo
E se dietro pandemia covid, guerra Russo-Ucraina e guerra Israele-Iran ci fossero i GMO (Gruppi Maltusiani Organizzati) ?
È da un po’ che questa mia idea bislacca s’ostina a ruminare nelle segrete stanze del cervello, quasi fosse un chiodo fisso.
E Psiconeurone, ogni mattina, non perde l’occasione, di propormi una sua allucinante riflessione: «Non mi guardare», mi fa, «con quella faccia stralunata come di chi stesse ascoltando le fanfaluche d’uno schizoide. Vorrei solo focalizzare la tua attenzione su alcune situazioni che a me sembrano importanti».
Fancazzistaneurone ridacchia, scrolla le spalle, poi con un’insopportabile aria di superiorità, blatera: «Sbottonati, dai! Rivelaci cosa passa per le accidentate vie nervose che intessono le trame delle tue circonvoluzioni cerebrali”.
Tutti i neuroni del tessuto cerebrale da seri, come sono abitualmente, sbottano in risatine melliflue che, se non riguardasse la mia popolazione neuronale, oserei chiamare indecenti.
Che c’è da ridere?
Dopotutto Psiconeurone è un neurone intelligente, forse tra i più intelligenti di tutta la popolazione neuronale che abita la scatola cranica.
«Piano, piano, c’è poco da ridere», s’impone su tutti Psiconeurone, «Qui la cosa è seria. Ma ci pensate? Cosa diceva Malthus alcuni secoli fa nel Saggio sul principio della popolazione ?»
La popolazione dei neuroni da ridanciana che era, ora si fa seria e si mette in ascolto.
Psiconeurone, rinvigorito dalla rinnovata attenzione, prosegue come un treno a levitazione magnetica: «Dovete sapere che in questo saggio Malthus sviluppava una teoria che al suo tempo fece tanto clamore e che in estrema sintesi può essere così espressa: la popolazione cresce in progressione geometrica mentre le risorse alimentari crescono in progressione aritmetica creando così inevitabili tensioni tra bisogni umani e mezzi di sussistenza.
A sostegno della sua teoria Malthus portò dati empirici tratti da un lavoro di analisi sui registri parrocchiali e i censimenti delle autorità locali. I dati grezzi furono elaborati in dati statistici concettualmente semplici attraverso i quali lo studioso dedusse che:
a. le popolazioni tendevano a crescere molto rapidamente quando le condizioni erano favorevoli, con tassi che implicavano un possibile raddoppio in circa 25 anni;
b. i tassi di natalità superavano sistematicamente quelli di mortalità in assenza di carestie, guerre o epidemie.
Queste osservazioni lo portarono a formulare l’idea di una progressione geometrica della popolazione. Ancora non soddisfatto confrontò la dinamica demografica con la capacità produttiva dell’agricoltura inglese del tempo. E a questo riguardo osservò che la produttività agricola – con un’agricoltura ancora non modernizzata – cresceva molto lentamente. Questo secondo dato lo portò a concludere che i mezzi di sussistenza aumentavano solo in progressione aritmetica, cioè con incrementi lineari e non esponenziali.
A questo punto gli fu facile condensare la sua teoria in formulazioni ardite: carestie, epidemie, conflitti intervenivano ogni volta che la popolazione superava la capacità produttiva del territorio. Questi eventi, a suo modo di vedere, costituivano veri e propri “freni repressivi” naturali, cioè prove indirette del fatto che la crescita demografica tendeva a eccedere le risorse disponibili».
Motoneurone che fino a quel momento se n’era stato tranquillo rispondendo come sempre agli impulsi motori, quando sente parlare di freni entra in delirium tremens: «Non voglio freni inibitori io… voglio la mia libertà, tutta la libertà senza limiti, senza coercizioni, senza freni.»
Fancazzista neurone ridacchia ancora; «Libertà senza limiti vorresti… vorrei proprio vederti in azione. Tu, motoneurone. In una discesa con pendenza del trenta percento. E poi vorrei assistere al tonfo e al Motoneurone che si sfracella contro il comune buon senso.»
Endocrino neurone sente ribollire i suoi umori, li sente diffondersi attraverso le sinapsi neurogiunzionali e di qui risalire i cordoni dei nervi, dei muscoli, delle vene. I gangli nervosi si torcono, i muscoli labiali si aprono e il suo è un j’accuse: «Popolo neuronico, il dado è tratto. Il cervello è piatto… Siamo stati lavati, stirati, inamidati. Appiattiti. Eppure voglio tentare un’ultima resistenza al malthusianesimo strisciante che si infila nei neurotrasmettitori e, tramite messaggeri petulanti e ossessivi, ci bombarda con le sue presunte verità scientifiche. Sentite le ultime trovate e poi ditemi se non dobbiamo ritrovare la forza per opporci.
- Siamo in troppi sul pianeta terra le cui risorse non sono infinite.
- Siamo in troppi adesso che siamo solo intorno agli otto miliardi di individui che consumano alimenti, acqua, ossigeno e il pianeta già ora sta boccheggiando. Immaginate quando tra alcuni decenni saremo qualcosa come 16 miliardi di individui.
- Siamo troppi ed essere in troppi significa andare incontro a carestie, pestilenze, guerre. Ci dobbiamo dare una regolata.
E lo vedete? Hanno cominciato con la pandemia… (continua)