
Mary Blindflowers
Vonnegut e la fama letteraria
Trout received only one fan letter before 1972. It was from an eccentric millionaire, who hired a private detective agency to discover who and where he was. Trout was so invisible that the search cost eighteen thousand dollars.
Prima del 1972, Trout aveva ricevuto una sola lettera da un ammiratore. Proveniva da un eccentrico milionario, che aveva ingaggiato un’agenzia investigativa privata per scoprire chi fosse Trout e dove si trovasse. Trout era così invisibile che la ricerca costò diciottomila dollari.
Chi è Trout? È un personaggio di Vonnegut in Breakfast of Champions. Le frasi suindicate sono reperibili nel capitolo terzo dell’opera. Ed è in particolare su questo che mi soffermerò in questo articolo. Trout è uno scrittore invisibile. No, non è un supereroe, la sua invisibilità è, infatti, simbolica, per indicare che è uno scrittore fallito, talmente sconosciuto che la ricerca per trovarlo è costata a un eccentrico miliardario diciottomila dollari. Ma perché mai un miliardario si interessa a uno scrittore totalmente ignorato dal mainstream? Perché lo ha letto e gli è piaciuto. Il paradosso è che Trout ha scritto 117 romanzi e 2.000 racconti e non se n’è accorto nessuno!!
Poi capita che Rosewater legga uno dei suoi libri: Plague on Wheels e ne rimanga profondamente colpito:
Rosewater dice che Trout dovrebbe diventare Presidente degli Stati Uniti.
Trout, che vive da solo con il suo parrocchetto, riceve dunque la lettera di Rosewater scambiandola per quella di un ragazzino di 14 anni. Nella lettera si invita Trout al prestigioso festival letterario di Fred T. Barry che, in teoria, dovrebbe essere attento al talento. Invece non ha letto il libro di Trout. Del libro non gli importa un fico secco:
“I had not read the works of Kilgore Trout” (“Non avevo letto le opere di Kilgore Trout”).
E tuttavia invita ugualmente lo scrittore perché è raccomandato da un miliardario influente:
“You come highly recommended by Eliot Rosewater” (“Lei è stato caldamente raccomandato da Eliot Rosewater”).
Vonnegut è molto chiaro nell’esposizione dei meccanismi che costruiscono la fama di uno scrittore. Serve un uomo con denaro, prestigio e relazioni affinché un autore che ha passato tutta la vita a scrivere in un seminterrato, ignorato da tutti, possa essere finalmente ascoltato, visto, letto e presentato ad un festival letterario come grande scrittore.
Rosewater può anche aver ragione sul valore di Trout, non sappiamo se Trout meritasse o meno la fama, perché, al di là del suo valore specifico, lo scopo dell’autore è quello di mostrare la totale deficienza del sistema, incapace di capire il valore di un testo, al di là di uno scambio di favori reciproci.
Barry scopre che Eliot Rosewater possiede un El Greco del valore di almeno tre milioni di dollari. Rosewater accetta di prestarglielo a una condizione:
“that it hire as a speaker the greatest living writer in the English language, who was Kilgore Trout” (“che assumesse come relatore il più grande scrittore vivente in lingua inglese, vale a dire Kilgore Trout”). Quindi tutto si riduce a un miserabile scambio di favori.
La scena della muffa sullo smoking e il dialogo con il parrocchetto sono molto importanti a livello simbolico, per la definizione esatta del personaggio.
La muffa rappresenta l’occasione ormai ammuffita, il tempo che corrode, la decadenza. Il parrocchetto a cui Trout apre la gabbia arriva fino alla finestra, ma quando la vede aperta torna in gabbia: è il simbolo di uno spazio protetto a cui lo stesso Trout non vuole rinunciare. E non solo Trout si identifica con il parrocchetto abituato alla sua gabbia anonima, ma con la muffa, che viene percepita come una forma di vita:
“Fungi have as much right to life as I do.” (“I funghi hanno tanto diritto alla vita quanto ne ho io”). Trout riconosce alla muffa lo stesso diritto all’esistenza che riconosce a sé stesso perché, come lui, è cresciuta nel buio e considerata inutile, se non nociva, diventa visibile solo quando qualcuno ha bisogno dell’oggetto su cui è depositata. La muffa è l’indifferenza sociale verso il talento, la manifestazione più evidente di un meccanismo sociale che non funziona.
Vonnegut conosce molto bene le strade contorte della fama e le descrive in modo perfetto. Il romanzo è stato scritto nel 1973 e da allora nulla è cambiato. Se non conosci nessuno, non sei nessuno.
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