Decamerone: giornata ottava, cenni

Decamerone: giornata ottava, cenni

Decamerone: giornata ottava, cenni

Decamerone: giornata ottava, cenni

G. Boccaccio, Decamerone, giornata ottava, Formiggini, Roma, 1923.

 

Mary Blindflowers©

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Decamerone: giornata ottava, cenni

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“Finita la settima giornata del Decameron: comincia l’ottava nella quale, sotto il reggimento di Lauretta, si ragiona di quelle beffe che tutto il giorno o donna ad uomo, o uomo a donna, o l’uno uomo all’altro si fanno”.
La beffa diventa esaltazione dell’astuzia. Anche in questa giornata preti e frati non sono figure edificanti ma sempre negative. Nella novella seconda un prete che non sapeva leggere troppo ma “con molto buone e sante parolozze, a pie’ dell’olmo ricreava i suoi popolani; e meglio le loro donne”, beffa una donna, giace con lei e se ne torna al santo. Nella novella quarta il Proposto di Fiesole ama una donna vedova e le dà il tormento per farla cedere, ma la donna lo beffa facendolo giacere al buio con la sua fantesca e facendo in modo che il vescovo li scopra:

Valorose donne, quando i preti e frati et ogni chierico sieno sollecitatori delle menti nostre, in più novelle dette mi ricorda essere mostrato; ma per ciò che dir non se ne potrebbe tanto che ancora più non ne fosse, io oltre a quelle intendo di dirvene una d’un Proposto, il quale, malgrado di tutto il mondo, voleva che una gentil donna gli volesse bene, o volesse ella o no: la quale, sì come molto savia, il trattò sì come egli era degno.

Leggendo le novelle della giornata ottava si ha come l’impressione che Boccaccio voglia dirci che avidità, astuzia, intelligenza, disonestà e onestà, albergano in uomini e donne, indipendentemente dal sesso. Come un uomo può beffare una donna, una donna può beffare un uomo. Spesse volte la beffa è una burla che al limite ha conseguenze economiche per il beffato, come nel caso del Calandrino della novella sesta, derubato di un porco, beffato e privato anche di due capponi. Calandrino compare anche nella novella terza, sempre come esempio di sciocco alla ricerca dell’eliotropia. Pensa perfino di averla trovata e raccoglie parecchie pietre di cui pensa che una gli abbia dato l’invisibilità. La figura delle moglie nelle due novelle è speculare. Nella novella terza infatti quando Calandrino torna a casa con le pietre pensando di essere invisibile perché i compagni, Bufalmacco e Bruno, hanno fatto finta di non vederlo, la moglie ovviamente lo vede ed egli la picchia selvaggiamente. Da quello sciroccato misogino che è, non capisce di essere stato oggetto di uno scherzo, ma pensa che le “femine” facessero “perdere le virtù alle cose”, e che quindi sua moglie guardandolo avesse fatto perdere i super-poteri magici alla pietra. Nella novella sesta la situazione si ribalta, perché è Calandrino che ha paura della moglie, tant’è che i beffatori per fargli fare ciò che vogliono dicono che se egli non avesse provveduto a dar loro due capponi, avrebbero informato di tutta la faccenda del porco la moglie:

«… per che noi intendiamo che tu ci doni due paja di capponi, se non che noi diremo a monna Tessa ogni cosa». Calandrino, vedendo che creduto non gli era, parendogli avere assai dolore, non volendo anche il riscaldamento della moglie, diede a costoro due paja di capponi

Il timore di non essere creduto dalla moglie già si era profilato prima, tant’è che quando gli viene sottratto il porco non sa come fare a tornare a casa e dirlo alla donna: “di’ che io son diserto e non so come io mi torni a casa: mògliama non crederà, e, se ella il mi pur crede, io non avrò uguanno pace con lei”.

Un procedimento speculare…

https://antichecuriosita.co.uk/il-destrutturalismo-punti-salienti/

https://www.youtube.com/watch?v=1wAQTENdm4E

 


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