I consigli non richiesti della nonna in rete

i consigli non richiesti della nonna in rete

I consigli non richiesti della nonna in rete


Di Mary Blindflowers©

i consigli non richiesti della nonna in rete

Dal cielo, credit Mary Blindflowers©

 

La continua ansia di definizione, lo sgomitare per conquistare un nome, un nome definente e sintetizzante che appena pronunciato possa suscitare una reazione familiare in chi lo sente. Ah sì, lo conosco, ma certo, è famoso!

E poi arrivano, puntuali come orologi, le domande insistenti degli intellettuali di internet che chiedono a mister X cosa scrive, come se fossero realmente interessati alla sua scrittura. Chiedere ad uno che scrive cosa scrive equivale a mettere il sale nel caffè. Girandolo e continuando ad aggiungere sale, il risultato non cambia: il veleno è servito. E mister X risponde, con inerzia educata, spiegando con pazienza cosa scrive, ma l’intellettuale, a sua volta scrittore, incalza, vuole sapere che genere di romanzi scrive, come se non esistesse la rete e avesse bisogno di chiedere. X risponde che no, non si può ridurre tutto ad un genere preesistente, specie se si fa sperimentazione, se si cercano nuove assonanze, e il curioso finge di non capire una risposta che esula dai suoi schemi mentali pre-impostati: per lui un fantasy è un fantasy, un giallo un giallo, un romanzo d’amore un romanzo d’amore, il nero nero e il bianco bianco. lo dice la regola, lo dicono tutti. Le sfumature non esistono, non esiste nemmeno la possibilità  di un caleidoscopio di immagini onirico-fantastiche nel suo ristretto universo micro-concentrazionario soffocante. Lo scrittore allora capisce che il curioso intellettuale non capirà, lo intuisce amaramente, tra le righe delle sue inutili domande. Poi quando l’intellettuale gli chiede, dimmi un nome che vende e che fa il tuo stesso genere, dopo che lo scrittore gli ha detto che la sperimentalità non è inquadrabile in un genere, allora X non sa se è in presenza di un mentecatto, di uno che finge, che provoca per il gusto di provocare o del solito imbecille di turno. Poi quando l’intellettuale dice che può dargli dei consigli, l’ultima ipotesi si rafforza enormemente.

Che cosa spinge un essere senziente a dare consigli della nonna non richiesti a chi fino al giorno prima nemmeno lo conosceva? Il volontario dà consigli senza mai aver letto nulla, per sua stessa ammissione, di quello che scrive l’interlocutore, lui dà consigli senza basi di conoscenza, senza aver visionato l’opera. Addirittura sentenzia sullo pseudonimo usato da X, non giudicandolo adatto, per misteriosi quanto non specificati motivi, e il prezzo di copertina di un libro gli sembra troppo alto, libro che non ha mai letto, che non leggerà mai e di cui vuole correggere pomposamente la sinossi. In compenso dice che X non è la Cornwell, che insomma non lo conosce nessuno… Dopo la citazione della Cornwell come scrittrice “conosciuta” e di talento, ci si chiede se questo stesso intellettuale sia davvero un intellettuale e cosa conti per lui. Un nome definente? Vendere? Essere Qualcuno? X non ha mai sentito prima il nome dell’intellettuale che vorrebbe consigliarlo, ma non glielo dice per evitare scontri mediatici del terzo tipo, e deflagrazioni dell’io tronfio ridotti a sgonfiati palloni aerostatici.

Certe conversazioni fanno riflettere.

Chiediamoci se sia davvero così importante essere conosciuti, appartenere ad un genere esistente di scrittura, essere definiti, etichettati, catalogati, raggruppati in vetrinette già date.

Chiediamoci a cosa possa servire tutto lo sgomitare, l’odio tra “poeti”, tra “scrittori”, il continuo battibeccare, sparlare, le recensioni per dispetto di certi scrittorucoli piccati, il non accettare alcuna avversativa post-lettura, ma solo elogi esenti da qualsiasi analisi del testo, pena scatenamento del gruppo di riferimento. E chiediamoci a che servano mai le dichiarazioni di guerra, l’interrogarsi su come sarà il futuro.

Il futuro è oggi, basta solo saperlo accettare, nel bene e nel male, assieme a critiche che però abbiano almeno un minimo di onestà intellettuale e di intelligenza creativa esulante dal gruppo di riferimento costante.

https://antichecuriosita.co.uk/manifesto-destrutturalista-contro-comune-buonsenso/


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