Lettore, intellettuale o capra, falco o gallina?

Lettore, intellettuale o capra, falco o gallina?

Lettore, intellettuale o capra, falco o gallina?

Di Wolf Graham©

Oltre i cancelli, credit Mary Blindflowers©

 

In un piccolo piatto un falco è una gallina.” Mi ricollego a una frase di una scrittrice (Mary Blindflowers) per dare un mio parere analitico sul lettore odierno e su quello che ne rimane della vecchia generazione.

Prima di tutto bisogna iniziare nel distinguere chi ha creato il lettore intellettuale o la capra che vuole fare l’intellettuale.

La casa editrice in passato era una struttura che curava principalmente i titoli per la pubblicazione su attenta valutazione del capo editore (che non ne era obbligatoriamente il proprietario), il quale assegnava un editore competente di genere all’autore prima della pubblicazione e con lo stesso curava l’editing del manoscritto, correggeva i punti di caduta, la punteggiatura e tutto quello che poteva esserci di scorretto, (nulla escludendo che comunque sia qualche refuso poteva sempre scappare). Ogni libro in passato era trattato intellettualmente dall’editore per passione e come tale rientrava nella LETTERATURA.

Rispetto ai nostri giorni, malgrado le già note case editrici fossero colluse per lo sfruttare dei talentuosi autori (vedesi Salgari) senza pagare loro ciò che era dovuto, guardavano meno al numero dei titoli in catalogo, e di più a quello che vi era nei contenuti. In questo articolo però non si parla di sfruttare veri e propri talenti senza remunerarli del loro dovuto, ma di lanciare talentucoli o pseudoautoruncoli da quattro soldi per favoritismi politici, economici ecc.

Con il passare degli anni mafia, politica, nepotismo, soldi, marketing hanno preso sempre di più spazio nell’editoria, peggiorandola sempre di più e trasformandola in quello che è l’editoria moderna, dove solo le GRANDI CASE EDITRICI hanno il diritto di essere in vista e dove tutti gli autori esordienti sperano di arrivare, alcuni ci arrivano con compromessi associati, o perché…ma questa è parte dell’analisi successiva.

Gli editori Grossi o (appartenenti alle GROSSE CASE EDITRICI) sono FALCHI, perché sostenuti dai POLITICI, invischiati o addirittura appartenenti alla politica. Una volta tenevano la loro ideologia politica per sé senza corrompere il settore, cosa che oggi giorno fanno per far aver successo ai loro autori o alle loro autrici, raccomandati/e che magari hanno ceduto parti di sé pur di essere editati/e e pubblicati da una Grande Casa Editrice (a secondo anche delle loro tendenze sessuali e non faccio né sessismo e né omofobia).
 Con questo sistema e grazie ai loro editori, alcuni dei quali con il tempo hanno acquisito le case editrici, hanno distrutto la vera editoria e non solo, hanno divulgato la falsa ideologia che scrivere sia per tutti o che sia facile diventare famosi e fare soldi pubblicando un solo libro.
 Questo è il classico specchietto per le allodole diventate capre con il quale mi scontro quotidianamente come editore. 
Hanno così distrutto il lavoro di case editrici piccole e medie, che hanno lavorato anni e generazioni per mantenere un livello alto di letteratura.
 Queste Grandi Case Editrici poi hanno spalleggiato i PRESS che si spacciano per case editrici, o inoltre creato al loro interno anche il SELF-PUBLISHING da molti autori osannato e con questa scusa poi offrono pacchetti aggiuntivi a pagamento al servizio, come l’editing, creazione della cover ecc., che per la maggior parte delle volte non avviene o sono veramente non curate e di basso livello.

È da loro e dal loro sporco giro politico mafioso (poi dicono e scrivono contro la mafia…), che nascono questi autori e diventano delle star intoccabili, incriticabili e perché no inascoltabili, perché in realtà al di fuori del loro mondo non sanno dire granché, ma anche all’interno del loro mondo non sanno scrivere nulla di veramente sensato e piacevole all’occhio del lettore intellettuale. Il contenuto dei loro manoscritti è pari a NULLA, non dice nulla non esprime nulla, non sa di nulla e non trasmette nulla, non è nulla di nuovo, non ha un senso, non ha un fine logico a se stesso! Scrivono fantasy vuoti, e pieni di insensati splatters. Scrivono romanzi basati solamente su sesso, tradimenti e ammazzamenti; chi più ne ha più ne metta. Scrivono gialli tritati e ritritati. E addirittura citano come loro fonte di ispirazione grandi nomi (alcuni politicamente montati). “Ma perdona ti ritieni scrittore se devi essere ispirato da un altro scrittore? Tu non sai tirar fuori nulla di tuo di innovativo?”
 NO! Nulla di veramente nuovo e con un’etica collegata a un fine logico ideologico.

E qua la letteratura subisce quella metamorfosi che la trasforma in spazzatura per il lettore intellettuale o ottimo cibo per capre che vogliono farsi passare per intellettuali, quelle capre che si riuniscono in gruppi a suggerirsi libri, a discutere dei loro contenuti, ad osannare gli autori che appartengono sempre a grossi gruppi. Parlano di autori letti solo perché hanno trovato pile del libro in tutti i bookseller, autori di libri dei quali in TV vengono mandati in media dai 30/50 spot pubblicitari giornalmente, autori che sono presenti ovunque solo perché con la politica hanno creato dei compromessi e sono presenti a tutte le trasmissioni televisive; anche dove i loro libri non hanno nulla a che fare con l’argomento trattato, es: trasmissione sui rifugiati del Kosovo, intervento di un autore che presenta il suo libro sulla mafia (che attinenza c’è?, ma è lì, perché? non si sa, il fatto è che è lì!). Si va poi all’estremo dove l’autore ha le presentazioni organizzate dalle spinte politiche in scuole per un argomento “importante”, e gli alunni sono tenuti ad acquistare preventivamente tutti una copia del libro ed ecco l’incasso sicuro e organizzato della classica editoria spazzatura. O l’utilizzo a pagamento di parecchie testate giornalistiche per apparire importanti al lettore capra, o lo stratagemma delle case editrici di dare per BEST SELLER un titolo in realtà non venduto come dicono, ma le CAPRE e i CAPRONI sono pronti a seguirsi diventando anche un ammasso di pecoroni senza un proprio cervello pensante.

Ma si va avanti, tanto le CAPRE e CAPRONI di lettori si cibano dell’immondizia che si accumula nei bookseller, quell’immondizia che il marketing, la politica e la mafia del settore carica sugli scaffali a basso costo e a metà prezzo appena il titolo è uscito. Questo denota anche la qualità del prodotto offerto al lettore, stampato su materiali sicuramente non qualitativi e di indubbia provenienza, ma con dicitura: “Stampato in…” riferendosi alla nazione della casa editrice.

Non esiste quasi più il lettore intellettuale, quello di nicchia che va a cercare libri che non sono nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e costano un poco di più rispetto alla stessa. Questo è un lettore che ormai è in via di estinzione, un lettore che quando apre un libro ne assapora prima il profumo della carta, comprende la qualità della carta non per lo spessore ma per la consistenza (spessore non vuol dire qualità!), quel lettore che legge la prefazione e tutte le note, quel lettore che non si fa colpire solo dalla copertina o dalla quantità di copie del libro che sono sullo scaffale, quel lettore che non ha paura di ordinare un titolo difficile da trovare o che fa una ricerca per averlo anche con mezzi o canali differenti dal classico bookseller.

Ci sarebbe molto da dire ma mi fermo qui, perché comunque sia quando uno nasce CAPRA non potrà mai trasformarsi in intellettuale.

https://antichecuriosita.co.uk/manifesto-destrutturalista-contro-comune-buonsenso/

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