Il Virgilio misto e una ecloga essenzialmente simmetrica

Il Virgilio misto e una ecloga essenzialmente simmetrica

Il Virgilio misto e una ecloga essenzialmente simmetrica

Di Mariano Grossi©

Riflessioni d’inverno, credit Mary Blindflowers©

       

    Extremum hunc, Arethusa, mihi concede laborem:

    pauca meo Gallo, sed quae legat ipsa Lycoris,

    carmina sunt dicenda: neget quis carmina Gallo?  INVOCAZIONE

    Sic tibi, cum fluctus subterlabere Sicanos,           ALLE MUSE

    Doris amara suam non intermisceat undam;                   5

    incipe; sollicitos Galli dicamus amores,

    dum tenera attondent simae uirgulta capellae.

    Non canimus surdis: respondent omnia siluae.

 

    Quae nemora aut qui uos saltus habuere, puellae

    Naides, indigno cum Gallus amore peribat?            10

    Nam neque Parnasi uobis iuga, nam neque Pindi

    ulla moram fecere, neque Aonie Aganippe.

    Illum etiam lauri, etiam fleuere myricae;

    pinifer illum etiam sola sub rupe iacentem    

    Maenalus et gelidi fleuerunt saxa Lycaei.                  15

     Stant et oues circum (nostri nec paenitet illas,

    nec te paeniteat pecoris, diuine poeta:

    et formosus ouis ad flumina pauit Adonis);        RIMBROTTO

     uenit et upilio; tardi uenere subulci;                ALLE MUSE

    uuidus hiberna uenit de glande Menalcas.              20

    Omnes “Vnde amor iste” rogant “tibi?” Venit Apollo:

    “Galle, quid insanis?” inquit; “tua cura Lycoris

    perque niues alium perque horrida castra secuta est.”

    Venit et agresti capitis Siluanus honore,            

    florentis ferulas et grandia lilia quassans.              25

    Pan deus Arcadiae uenit, quem uidimus ipsi

    sanguineis ebuli bacis minioque rubentem:

    “Ecquis erit modus?” inquit “Amor non talia curat,

    nec lacrimis crudelis Amor nec gramina riuis    

    nec cytiso saturantur apes nec fronde capellae.”    30

 

                                        ECONOMIA NARRATIVA ESAMETRI 38

 

  

    Tristis at ille: “Tamen cantabitis, Arcades, inquit,

    montibus haec uestris, soli cantare periti

    Arcades. O mihi tum quam molliter ossa quiescant,

    uestra meos olim si fistula dicat amores!           

    Atque utinam ex uobis unus uestrisque fuissem       35

    aut custos gregis aut maturae uinitor uuae!

    Certe siue mihi Phyllis siue esset Amyntas,

    seu quicumque furor (quid tum, si fuscus Amyntas?

    et nigrae uiolae sunt et uaccinia nigra),                        RIMPIANTO

    mecum inter salices lenta sub uite iaceret:       40         DI GALLO

    serta mihi Phyllis legeret, cantaret Amyntas.

    “Hic gelidi fontes, hic mollia prata, Lycori;

    hic nemus; hic ipso tecum consumerer aeuo.

    Nunc insanus amor duri me Martis in armis      

    tela inter media atque aduersos detinet hostis.        45

    Tu procul a patria (nec sit mihi credere tantum)

    Alpinas, a, dura, niues et frigora Rheni

  me sine sola uides. A, te ne frigora laedant!

      a, tibi ne teneras glacies secet aspera plantas!   

 

    Ibo et Chalcidico quae sunt mihi condita uersu        50

    carmina pastoris Siculi modulabor auena.

    Certum est in siluis inter spelaea ferarum

    malle pati tenerisque meos incidere Amores

    arboribus: crescent illae, crescetis, Amores.    

    Interea mixtis lustrabo Maenala Lymphis,              55

    aut acris uenabor apros; non me ulla uetabunt

    frigora Parthenios canibus circumdare saltus.       NUOVO MODELLO

    Iam mihi per rupes uideor lucosque sonantis        POETICO

    ire; libet Partho torquere Cydonia cornu         

    spicula; tamquam haec sit nostri medicina furoris,  60

    aut deus ille malis hominum mitescere discat!

    Iam neque Hamadryades rursus nec carmina nobis

    ipsa placent; ipsae rursus concedite, silvae.

    Non illum nostri possunt mutare labores,          

    nec si frigoribus mediis Hebrumque bibamus,                  65

    Sithoniasque niues hiemis subeamus aquosae,

    nec si, cum moriens alta liber aret in ulmo,

    Aethiopum uersemus ouis sub sidere Cancri.

    Omnia uincit Amor: et nos cedamus Amori.”    

 

                                     ECONOMIA DRAMMATICA ESAMETRI 39

 

 

 

     Haec sat erit, diuae, uestrum cecinisse poetam, 70

     dum sedet et gracili fiscellam texit hibisco,

     Pierides: uos haec facietis maxima Gallo,

     Gallo, cuius amor tantum mihi crescit in horas,        INVOCAZIONE

     quantum uere nouo uiridis se subicit alnus.              ALLE MUSE

     Surgamus: solet esse grauis cantantibus umbra, 75

     iuniperi grauis umbra; nocent et frugibus umbrae.

     Ite domum saturae, uenit Hesperus, ite, capellae.

 

                                      ECONOMIA NARRATIVA ESAMETRI 38

 

 

Nell’Ecloga X, chiusura delle Bucoliche, Virgilio vira per criteri estremamente simmetrici in una composizione che amalgama disinvoltamente sia la ricerca della proporzione nel numero 3, già riscontrata nelle Ecloghe III, IV e VIII, sia il rapporto 1:1 nella struttura compositiva.

Si tratta dell’esaltazione di Cornelio Gallo, grande amico del poeta, che gli aveva indirizzato già alcuni versi dell’Ecloga VI (un modulo 9, ai versi 64 – 73); Gallo poi cadde in disgrazia presso Augusto, costringendo Virgilio a cambiare la chiusa del IV Libro delle “Georgiche” che in precedenza gli aveva dedicato.

Un’ Ecloga di 77 esametri, tutti genuini, così essenzialmente strutturata nella ricerca di una perfezione simmetrica:

– una metà non modulare (16 + 22) di 38 esametri, incentrata su un’invocazione alle Muse frazionata all’inizio e alla fine dell’opera  e perfettamente bipartita  in 8 esametri di incipit (vv.1-8) e 8 esametri di desinit (vv.70-77) a cura del poeta. Dal verso 9 al verso 30 Virgilio passa dall’invocazione alle Muse ad un quadro denso di rimbrotti e rammarico nei riguardi delle stesse, colpevoli di aver abbandonato l’amico fedele nelle pene d’amore per Licoride che l’aveva abbandonato per seguire un altro uomo d’armi; rammarico oltremodo esasperato dal confronto con la natura e gli dei, che invece avevano nutrito pietà per lo sventurato amico suicida. Siamo davanti ad una sezione del carme costituita di 22 esametri che, uniti ai 16 ingressivi e finali rappresentano l’economia narrativa dell’Ecloga, gli esametri che il poeta riserva per sé per un totale complessivo di 38 linee; tale sezione, non modulare (non multipla di 3) è bipartita in tema maggiore (“Rimbrotto alle Muse”) di 22 esametri, in rapporto matematico armonico con il tema minore (“Invocazione alle Muse”) di 16 esametri;

– una metà modulare (19 + 20) di 39 esametri che rappresentano l’economia mimetico/drammatica del carme dove il poeta lascia il microfono al protagonista, Gallo, per l’esternazione del suo lamento d’amore cagionato dal tradimento di Licoride, l’amata che ha preferito seguire un rude soldato, lasciandolo nella disperazione. Anche quest’altra metà dell’opera, perfettamente simmetrica alla parte narrativa dianzi analizzata, è a sua volta tematicamente bipartita, con rapporto simmetrico, in un quadro di 19 esametri (vv. 31 – 49) chiamato “Rimpianto di Gallo”, in cui il protagonista si rammarica per la rinuncia all’amore dei pastori e pastorelle Aminta e Filli, nonché per la perdita di Licoride che gli ha preferito un rozzo militare, ed un quadro di 20 esametri (vv. 50 – 69) chiamato “Nuovo modello poetico”, dove Gallo annuncia la propria decisione di abbandonare i parametri lirici di Euforione per passare a quelli di Teocrito, cioè al genere bucolico.

L’Ecloga pertanto si struttura col rapporto simmetrico tra esametri narrativi a cura del poeta (38) ed esametri drammatici a cura del protagonista (39), per un’architettura sintetica così rappresentabile graficamente:

 

 

In sintesi, Virgilio attesta con questo carme che la modularità non costituisce vincolo per il criterio proporzionale, anzi entrambi i parametri possono coesistere e legarsi in rapporto compositivo, come peraltro riscontrato nei saggi riportati in bibliografia a riguardo di Orazio e Dante.

Ancora una volta le svolte sceniche e stilistiche confermano e coincidono con i rapporti proporzionali; ancora una volta, come nell’epica omerica e come esaminato nell’Ecloga VIII e nel Canto XXV dell’Inferno della Divina Commedia, l’autore costruisce, in rapporto proporzionale tra loro, economie narrative, in cui riserva a sé trama e racconto, ed economie drammatiche, in cui passa il microfono ai protagonisti della vicenda.

Torneremo presto sull’argomento per esaminare come anche nel teatro classico autori come Euripide ovvero Aristofane privilegiassero i criteri matematici nell’allestimento delle varie scene della drammaturgia di Atene.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

Mario Geymonat, “Virgilio – Bucoliche”, Garzanti, 1981

Carlo Ferdinando Russo:

–  “Notizia della composizione modulare”, Belfagor, XXVI, 1971, pp. 493-501;

–   “Primizie di poetica matematica”, Belfagor, XXVIII, 1973, pp. 635-640;

–   “Iliade. Matematica e libri d’autore”, Belfagor, XXX, 1975, pp. 497-504;

–   “L’ambiguo grembo dell’Iliade”, Belfagor, XXXIII, 1978, pp. 253-266;

–   “Fisionomia di un manoscritto arcaico (e di un’Iliade ciclica)”, Belfagor,XXXIV 1979, pp.653-656

Franco De Martino:

–   “Omero fra narrazione e mimesi”, Belfagor, XXXII,1977, pp. 1-6;

–   “Chi colpirà l’irrequieta colomba…”, Belfagor, 1977, pp. 207-210

Giorgio Dillon – Riccardo Musenich, “I numeri della Musica – Il rapporto tra Musica, Matematica e Fisica da Pitagora ai tempi moderni

Vincenzo Capparelli – “Il messaggio di Pitagora – Il pitagorismo nel tempo” Vol. 2°, Edizioni Mediterranee, 2003

Mariano Grossi:

–       “La composizione matematica del secondo canto dell’Iliade”, Bari, 1978, Università degli Studi – Facoltà di  Lettere e Filosofia;

–       “Ecloga VIII, Art Litteram, 14.07.2009;

–       “La composizione matematica della IV Egloga di Virgilio”, Art Litteram, 15.05.2015;

–       “L’architettura modulare e proporzionale dell’Ecloga III di Virgilio”, Art Litteram, 14.06.2015;

–       “Omero e Virgilio epicamente e bucolicamente modulo-proporzionali”, Art Litteram, 07.06.2015;

–       “Orazio e Virgilio armonicamente, simmetricamente, duttilmente leggibili”, Art Litteram, 11.06.2016;

–       “Dante omericamente e virgilianamente armonico, aureo ed aritmetico”,  Art Litteram, 30.06.2016;

–       “Sintesi e analisi di un’Epistola modulo-proporzionale”, Art Litteram 05.10.2016

https://antichecuriosita.co.uk/manifesto-destrutturalista-contro-comune-buonsenso/

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