La civiltà della spada di Cristo©

La civiltà della spada di Cristo©

Di Mary Blindflowers©

La strada fredda, credit Mary Blindflowers©

 

Secondo il libro della Genesi dio creò il mondo in sei giorni e al settimo giorno si è riposato. Il primo giorno creò cielo e terra come cosa informe, separando successivamente le tenebre dalla luce; il secondo giorno furono le acque ad essere separate: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque», chiamando il firmamento cielo; al terzo giorno dio ammassò le acque da una parte per creare l’asciutto che produsse germogli e frutti; al quarto giorno creò le stelle nel cielo per illuminare la terra; al quinto giorno generò i grandi mostri marini e gli uccelli alati; al sesto giorno ecco che fece nascere l’uomo e la donna dalla famosa “costola” di Adamo, vide quanto aveva fatto e rimase (beato lui) molto soddisfatto; al settimo giorno si riposò.

Questo raccontino ad uso degli ingenui, che vede un dio onnipotente e ineffabile capace pure di stancarsi come un qualsiasi umano, e che ci veniva insegnato a scuola e al catechismo, viene contraddetto dalla scienza oltre che dall’intelligenza.

Miliardi di anni avanti che il primo uomo alzasse dalla giovane Terra gli sguardi al cielo, le stelle percorrevano, come oggi, le loro eccelse vie. E percorreranno ancora le loro orbite quando già da lungo tempo l’ultimo uomo riposerà sotto le zolle di ghiaccio di una terra irrigidita nel gelo e nelle tenebre. Misurata all’orologio degli evi stellari, la storia dell’umanità non è altro che un fugace secondo!”1

La scienza dice che l’umanità è comparsa sulla Terra in epoca relativamente recente. Quindi la storiella di un dio che crea tutto in una settimana, che valore può ancora avere agli occhi di una civiltà evoluta? Che significato può conservare la creazione della Genesi per dei terrestri che sanno quanto sia grande e immenso e insondabile l’universo?

Metaforico risponderebbero oggi eminenti teologi, ormai consapevoli che cercare di conciliare scienza e religione, sarebbe impossibile.

La metafora spiegherebbe e giustificherebbe tutto, per esempio anche il tentativo di sostituire la potenza generativa della donna e delle antiche dee della fertilità, con un evidente e ridicolo parto maschile. Eva nasce da una parte del corpo di Adamo che diventa quindi spettacolarmente, suo padre. Ovviamente secondo i cattolici tutto questo non discriminerebbe la donna, perché, secondo loro, la donna avrebbe per la religione la stessa dignità dell’uomo. Questo solo a parole però.

Se una donna e un uomo vengono considerati uguali, perché la prima non può nemmeno dire messa? Perché alle donne è preclusa la carriera ecclesiastica?

A parte la famosa Papessa Giovanna, caso eccezionale nella storia della Chiesa, si è mai sentito parlare di un Papa di genere femminile? La risposta è no.

Quindi il parto della donna da un uomo tradisce all’atto pratico la discriminazione dell’altra metà del cielo, operata da una religione misogina, con donne che si prostrano ai piedi del Cristo per lavargli i piedi e asciugarglieli coi capelli, atto di suprema umiliazione per il mondo antico; con un Cristo che prende le distanze dalla sua stessa madre, Maria, donna non donna. Essa è priva non solo di qualunque potere decisionale, ma perfino di quella sessualità concepita ancora oggi dalla Chiesa come peccaminosa e di qui le famose disquisizioni dei padri della chiesa per conciliare la verginità della madonna con il fatto che comunque Cristo, rigorosamente maschio, come se dio potesse avere un sesso, fosse nato da donna.

E che dire di quel bel “fermati o sole” che costò una condanna a Galileo?

La Bibbia è un testo infarcito di sciocchezze e anche di atrocità come omicidi e stupri: Esodo, 2:12, Mosè vide un egiziano che picchiava un ebreo. Si guardò intorno e, accertatosi dell’assenza di testimoni, “uccise l’Egiziano e lo nascose nella sabbia”.

Genesi, 19:6, Lot cedette volontariamente le sue figlie vergini alla folla, pur di risparmiare degli uomini: “Vi prego, fratelli miei, non fate questo male!” – “Ecco, ho due figlie che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io ve le conduca fuori, e voi farete di loro quel che vi piacerà; ma non fate nulla a questi uomini, perché sono venuti all’ombra del mio tetto”.

Il mondo tolemaico-aristotelico è stato scosso fin dalle fondamenta, la ragione sa che la Terra è solo un punto perso tra milioni di galassie, che probabilmente non siamo soli nell’universo, che siamo come polvere, siamo niente, eppure al pensiero fideistico irrazionale piace tanto immaginare un dio a cui la minuscola umanità possa appoggiarsi, un dio che ha fatto danni incalcolabili nella storia e il cui figlio nasce in una data immaginaria per una fede altrettanto immaginaria servita nel piatto freddo e calcolatore delle interpretazioni.

Del resto Gesù stesso dice in Matteo, 10:35-36 – “Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua”.

E di spada stiamo ancora vivendo, purtroppo.

1D. Papp, Chi vive sulle stelle? Bompiani, 1944.

 

 

Comment (1)

  1. Rita

    Post circostanziato. Mi piacerebbe sentire la risposta di un teologo

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